1. Il dibattito sul “prezzo consigliato” e i rischi per il mercato
Nel cuore del dibattito europeo sulla riforma della PAC, la proposta francese di introdurre un “prezzo minimo o consigliato” per i vini a Denominazione d’Origine ha sollevato forti perplessità in Italia. Lamberto Frescobaldi (Uiv) avverte: si rischiano effetti boomerang come la riduzione dei margini per i produttori, distorsioni di mercato e una svalutazione dei vini di qualità superiore. Il prezzo del vino, ribadisce Uiv, deve essere il risultato di domanda e offerta.
2. Il mercato globale degli alcolici cresce, ma cambia geografia
Secondo IWSR, il mercato mondiale delle bevande alcoliche crescerà di 16 miliardi di dollari entro il 2030 e di 34 miliardi entro il 2035, con un importante spostamento verso i mercati emergenti. India, Brasile e Sudafrica trainano la crescita, con forte slancio per RTD, whisky e birra premium. I consumatori, soprattutto giovani, privilegiano prodotti più leggeri e alternativi al vino tradizionale. La birra analcolica e i cocktail pronti da bere (hard tea in primis) sono in forte ascesa.
3. Il vino italiano in controtendenza: più produzione, più export
Il report Mediobanca 2024 fotografa un’Italia in salute nel settore vinicolo:
Il Veneto si conferma locomotiva del vino italiano: produce il 25% del vino nazionale e rappresenta oltre il 35% dell’export. Crescono anche Toscana, Friuli-Venezia Giulia e Abruzzo, quest’ultima con le migliori previsioni di crescita per il 2025.
4. Le nuove tendenze del consumo: meno quantità, più qualità
Il consumo di vino è sempre più consapevole:
5. E-commerce e digitale: il nuovo volto del vino
Il 2025 è l’anno della piena maturità digitale del settore:
6. Pressioni internazionali: OMS e nuove tasse sull’alcol
L’OMS propone nuove accise sul vino e l’introduzione di un prezzo minimo obbligatorio, per contrastare l’abuso tra i giovani e migliorare le entrate fiscali. Tuttavia, i timori sono forti: per l’Italia, già alle prese con un calo di consumi, simili misure potrebbero aggravare la crisi.
7. Le sfide del settore vitivinicolo italiano secondo Assoenologi
Assoenologi ha presentato in Senato un piano per il futuro del vino:
8. Nuovi mercati e fusioni: focus su Asia e Stati Uniti
L’Istituto Grandi Marchi conquista Tokyo e Seoul con i fine wines italiani. Giappone e Corea del Sud si confermano hub strategici dell’Estremo Oriente, sempre più attenti alla qualità. Intanto, il settore si consolida con numerose operazioni di M&A (Friuli, Toscana e Isole), anche per risolvere il nodo del ricambio generazionale.
9. La “riesportazione” del vino vale già il 14% del commercio globale Secondo l’OIV, circa il 14% del vino esportato nel mondo non proviene dal Paese produttore originario, ma è riesportato da hub strategici come Regno Unito, Belgio, Hong Kong e Singapore. Il fenomeno vale oltre 4,6 miliardi di dollari e ridisegna le rotte del commercio globale.
10. Conclusioni: tra sfide e opportunità, il vino italiano resta protagonista
Il vino italiano affronta un periodo di grandi trasformazioni: tra pressioni normative, nuovi gusti dei consumatori, sfide ambientali e opportunità digitali. Ma continua a confermarsi protagonista grazie alla sua capacità di evolversi, internazionalizzarsi e innovare, senza perdere il legame profondo con il territorio. Il futuro è fatto di bollicine oltreconfine, calici più leggeri, storytelling autentico e un approccio più inclusivo e culturale al bere bene.
28/11/2025
21/11/2025
16/11/2025
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