Attrezzature enologiche agricole

Sipa S.p.a

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Complete lines for bottling and packaging wine

Via Caduti del Lavoro, 3 31029
Vittorio Veneto (Treviso)

Linee complete imbottigliamento e confezionamento vino dal pallet al pallet.Per: Vino Acqua Minerale, Soft Drinks, Succhi e Prodotti Sensibili,...

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Vino e cultura

“CeraSoul”, musica e vino in teatro

“CeraSoul”, musica e vino in teatro

Cerasoul, organizzato dal Consorzio del Cerasuolo di Vittoria DOCG e Vittoria DOC e tenutosi lo scorso giovedì sera, per celebrare l'eccellenza dei vini del Consorzio e i 50 anni del riconoscimento Doc per il Cerasuolo di Vittoria Docg.

Si è brindato con musica e vino al Teatro Massimo Vincenzo Bellini e al Teatro Sangiorgi di Catania grazie all'evento CeraSoul, il concerto con degustazione organizzato dal Consorzio di tutela dei vini Cerasuolo di Vittoria Docg e Vittoria Doc e tenutosi lo scorso giovedì sera. A salire sul prestigioso palcoscenico del Bellini è stata la Chroma Ensemble che ha proposto uno spettacolo dove il piacere della musica è stato esaltato dalla proiezione su schermo di alcune tra le più belle scene da film, scelte e montate dagli stessi esecutori. Il concerto è stato anticipato da una degustazione di vini al Teatro Sangiorgi di Catania. Circa cinquecento le persone che hanno preso parte alla seconda edizione della manifestazione. «L'unione fa la forza e se grandi passi avanti questo Consorzio è riuscito a compiere negli anni è grazie alla passione e alla collaborazione che anima ogni produttore che ne è socio – dichiara Achille Alessi, presidente del Consorzio-. Strada ne è stata fatta tanta se solo pensiamo che proprio quest'anno il Cerasuolo di Vittoria celebra i 50 anni dal riconoscimento della Doc, poi in seguito diventata Docg. È da questo spirito di collaborazione tra gli associati che nasce la seconda edizione di CeraSoul, un connubio di musica e vino, perché così come il vino va ascoltato anche la musica va degustata. Quest'anno abbiamo aggiunto un altro senso perché, come per il vino, anche il concerto va guardato: grazie alla Chroma Ensemble l'altra sera abbiamo avuto modo sia di ascoltare delle fantastiche colonne sonore sia di ammirare alcune immagini di film che hanno scritto la storia della cinematografia internazionale. Un'emozione pura. Grazie di cuore a tutti coloro i quali hanno preso parte alla degustazione e al concerto, alle cantine, al main sponsor Banca del Fucino e a tutti i partner che hanno contribuito a rendere indimenticabile la serata: Comer Sud, Enodoro, RistoArte, Onav Catania e Slow Food Catania». A CeraSoul hanno partecipato le seguenti cantine: Avide, Calì Paolo, Casa Grazia, Catalano, Cortese, COS, Donnafugata, Fede Beniamino, Feudi del Pisciotto, Gulfi, Gurrieri, HORUS, Judeka, Occhipinti Arianna, Maggio Vini, Manenti, Nicosia, Pianogrillo, Planeta, Poggio di Bortolone, Santa Tresa, Tenuta Bastonaca, Tenuta Bonincontro, Tenuta Santo Spirito, Tenute Senia, Terre di Giurfo, Valle dell'Acate, Valle delle Ferle.

Assovini Sicilia:

Assovini Sicilia: "Alcol e salute, sì al consumo responsabile"

La lotta all'abuso si combatte con l'educazione e la cultura del bere consapevole in quantità e qualità- Laurent de la Gatinais, presidente di Assovini Sicilia.

Consorzio di Tutela del Cerasuolo di Vittoria Docg e Vittoria Doc presenta la seconda edizione

Consorzio di Tutela del Cerasuolo di Vittoria Docg e Vittoria Doc presenta la seconda edizione "CeraSoul", concerto di musica e vino a Catania

Il Consorzio di Tutela dell'unica DOCG della Sicilia sceglie nuovamente la cornice del Teatro Massimo e del Sangiorgi di Catania per celebrare l'eccellenza dei suoi vini. Sarà anche un'occasione per iniziare le celebrazioni per i 50 anni del riconoscimento Doc per il Cerasuolo di Vittoria Docg avvenuto nel maggio del 1973.

Turismo del Vino

Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza   apre con boom di visitatori raddoppiando i numeri del 2022

Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza apre con boom di visitatori raddoppiando i numeri del 2022

La fiera internazionale leader in Italia dell’Ho.Re.Ca. ha aperto oggi con 636 espositori, superando l’edizione pre-Covid, afflusso di visitatori oltre le aspettative e delegazioni di buyer da Europa, centro e sud America.

Con una nutrita partecipazione già nella prima giornata, Hospitality conferma il suo ruolo di fiera leader nell’Ho.Re.Ca. con un’offerta completa che abbraccia tutti i segmenti del comparto. Roberto Pellegrini, Presidente di Riva del Garda Fierecongressi, ha sottolineato come anche quest’anno Hospitality abbia rinnovato il suo impegno verso gli operatori del settore e ha commentato: “Siamo orgogliosi di aprire questa manifestazione, con numeri da record, che superano ampiamente quelli pre-Covid. Oggi inauguriamo una fiera internazionale, grazie al riconoscimento che abbiamo ottenuto lo scorso maggio e che rinnoveremo per il prossimo anno. Un riconoscimento che rappresenta una garanzia di qualità e affidabilità e che ci ha permesso di dare sempre maggiore impulso alle attività di incoming, incrementando la presenza di buyer esteri da più Paesi.  Abbiamo voluto dedicare grande attenzione anche agli operatori dell’ospitalità del futuro, implementando le collaborazioni con gli istituti alberghieri e con la presenza di 11 startup tecnologiche”. Con 9 Padiglioni che si articolano su 40.000 mq di superficie espositiva, la manifestazione ospita quest’anno 636 espositori - il 40% dei quali rappresentati da nuove aziende - e oltre 100 eventi con 150 speaker tra formazione e iniziative esperienziali. Un’occasione per gli operatori dell’industria dell’ospitalità e della ristorazione di trovare soluzioni e strumenti innovativi per far crescere il proprio business e restare competitivi sul mercato. “Abbiamo stretto importanti accordi che fanno della fiera un punto di riferimento del settore a livello internazionale – ha aggiunto Giovanna Voltolini, Exhibition Manager di Hospitality. – Importante novità di quest’anno infatti, la partnership siglata con Feria de Valladolid sul mondo della mixology e l’intensa attività di scouting per implementare l’incoming di buyer esteri, con delegazioni provenienti da Germania, Austria, Svizzera e dal bacino Mediterraneo, oltre a selezionati operatori professionali provenienti dal Centro-Sud America. La costruzione di questa rete globale rispecchia il lavoro fatto anche a livello nazionale per sviluppare ulteriormente quei segmenti di mercato a maggiore tasso di crescita. Ricordo le partnership con FAITA – FederCamping, Village For All rispettivamente sul mercato outdoor e sull’ospitalità accessibile e altre importanti realtà come Slow Food, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e Banca del Vino”. Hospitality 2023 è stata aperta ufficialmente dall’opening talk “La nuova era dell’ospitalità”, moderato dalla conduttrice televisiva Tessa Gelisio, con le testimonianze dirette dei rappresentanti delle associazioni di settore e dell’industria dell’accoglienza che hanno permesso di focalizzare quali sono le sfide che attendono gli operatori. In un’era che interpreta l’ospitalità come esperienza olistica, con una concezione degli spazi allargata all'ergonomia e all'accessibilità, occorre infatti pensare a prodotti e soluzioni inclusive che puntano a nuovi paradigmi di qualità della vacanza all'aria aperta. “In Italia il turismo accessibile rappresenta un mercato che coinvolge 127 milioni di persone con varie tipologie di bisogni, che la maggior parte delle volte non viaggiano da sole. Sono turisti che in media progettano vacanze che superano i 10 giorni, con una preferenza per i periodi di bassa stagione e con una capacità di spesa media di 120 euro al giorno oltre al pernottamento – ha sottolineato Roberto Vitali, CEO di Village for all – V4A. – L’accessibilità però è un concetto ampio, non solo e necessariamente limitato nell'accezione comune della disabilità motoria”. L’inclusività è una delle principali caratteristiche del turismo all’aria aperta. Lo ha evidenziato Alberto Granzotto, Presidente di FAITA-FederCamping: “L’ospitalità outdoor sta vivendo un periodo molto positivo. Il lago di Garda nel 2022 ha registrato 10 milioni di presenze, soprattutto internazionali da Germania e Olanda. L’Italia rappresenta ancora una piccola percentuale che si sta però ampliando grazie alle maggiori capacità di comunicazione dell’offerta da parte degli operatori e ad una migliore qualità dei servizi”. Le nuove tendenze dell’ospitalità sono state confermate da Marco Gilardi, Operations Director Italy and USA di NH Hotel Group, anche per le strutture ricettive che si trovano in città che sopperiscono alla mancanza di ambienti naturali creando nuovi spazi open-air, come terrazzi o giardini, e offrendo ai propri ospiti esperienze da vivere all’aria aperta. “Il ruolo di una fiera come Hospitality, in questo contesto, è di intercettare i trend globali per supportare gli operatori nel fare impresa – ha spiegato Alessandra Albarelli, Direttrice Generale di Riva del Garda Fierecongressi. – L’attenzione a 360 gradi sul benessere delle persone, la sostenibilità e il rispetto dell’ambiente sono fenomeni che hanno delle ricadute sull’industria del turismo e della ricettività. Selezioniamo prodotti e servizi da mettere in mostra durante l’evento per aiutare gli operatori dell'ospitalità e della ristorazione a diversificare la loro offerta e competere”. Flessibile, sostenibile e sicuro: grazie alle sue caratteristiche intrinseche il comparto dell’open air negli ultimi anni ha saputo guadagnarsi e conquistare la fiducia degli italiani. Merito anche della capacità di evolversi, intercettando necessità e richieste dei nuovi target di riferimento. “Di certo la pandemia ha avvicinato le persone a un concetto di turismo più consapevole e di prossimità, ma dall'altra il segmento ha saputo trasformarsi, per offrire servizi di qualità e ogni tipo di comfort - ha ricordato Carlo Berizzi, docente di Composizione architettonica e urbana all'Università degli studi di Pavia. - Per questo da cinque anni il laboratorio AUDe dell'Università di Pavia ha sviluppato una serie di ricerche per migliorare i maxi-caravan per sostenere il settore della vacanza outdoor nel suo processo di evoluzione”. All’inaugurazione e al taglio del nastro hanno partecipato anche Silvia Betta, Vicesindaco del Comune di Riva del Garda, e Roberto Failoni, Assessore all'artigianato, commercio, promozione, sport e turismo della Provincia autonoma di Trento. Anche quest’anno gli operatori potranno organizzare la loro visita in fiera con l’app Hospitality Digital Space, una piattaforma virtuale per gestire gli appuntamenti, fare networking, visionare il catalogo prodotti ed espositori e consultare il palinsesto completo degli eventi. Organizzata da Riva del Garda Fierecongressi, Hospitality è la fiera internazionale, leader in Italia, dedicata agli operatori dell’Ho.Re.Ca.. Con una superficie espositiva di oltre 40.000 metri quadri, la manifestazione è la più completa in Italia, con un vasto programma formativo e un’ampia platea di aziende e professionisti nelle aree Contract&Wellness, Renovation&Tech, Food&Equipment e Beverage e nelle aree speciali Solobirra, Riva Pianeta Mixology e Winescape. La 47a edizione si svolge a Riva del Garda, dal 6 al 9 febbraio 2023.

Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia che anche per l'anno 2023 rilancerà le attività promozionale nei Paesi terzi: USA, Canada e UK.

Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia che anche per l'anno 2023 rilancerà le attività promozionale nei Paesi terzi: USA, Canada e UK.

LA SICILIA INCORONATA COME REGIONE VITIVINICOLA DEL 2023 IN UN SONDAGGIO DI COLANGELO & PARTNERS.

VINI DELL'ALTO ADIGE: PICCOLO TERRITORIO MA GRANDI RICONOSCIMENTI DA PARTE DELLE GUIDE ENOLOGICHE INTERNAZIONALI

VINI DELL'ALTO ADIGE: PICCOLO TERRITORIO MA GRANDI RICONOSCIMENTI DA PARTE DELLE GUIDE ENOLOGICHE INTERNAZIONALI

Consorzio Vini Alto Adige ha il piacere di comunicare che 67 vini altoatesini hanno ottenuto il punteggio massimo da parte di importanti guide enologiche internalzionali.

Sostenibilit

VITICOLTURA D'ALTURA

VITICOLTURA D'ALTURA

Cambiamento climatico e sofferenza per il sangiovese...la case history di chi ha visto lungo, più che altro ha visto alto…,nella scelta dei vigneti… Carpineto e il “Brunello di altura”.

Ciuffi di compatto tappeto verde brillante, soffice e vellutato, profumato un segno prezioso e raro ... E' il muschio che regolarizza la temperatura e l’umidità del suolo. La sua composizione compatta e spugnosa, gli permette di assorbire e trattenere grandi quantità di acqua che rilascia poi in maniera graduale e lenta attraverso il suolo, procedendo ad irrigarlo spontaneamente proteggendo il terreno dagli sbalzi di temperatura. Una delle espressioni della complessità e della meraviglia della natura. Avete mai visto un vigneto col muschio che cresce rigoglioso sotto i filari? Forse in Germania, Austria o in Alto Adige? Ma eccezionalmente anche a Montalcino, proprio nel bel mezzo della Toscana! Ad oltre 500 metri di altitudine, c’è un vigneto di 10ha unico nel suo genere, con esposizione nord …..tra gli ultimi ad essere raccolti in tutta la Toscana. "La posizione fresca e ventilata ci permette il lusso di essere praticamente l’ultima vigna ad essere raccolta nel comune di Montalcino, permettendoci sempre di ottenere una perfetta maturazione fenolica. La freschezza di questo territorio alto e scosceso è testimoniata dal fatto che in larghi tratti del vigneto abbiamo addirittura il muschio che cresce sotto il filare, caratteristica questa da vigneto di montagna …. " racconta Antonio Michael Zaccheo, con Cateterina Sacchet la seconda generazione dei produttori Carpineto. L’esposizione a nord, in zona ventilata dona ai vini un microclima strategico, unico, caldo di giorno e temperato e fresco di notte, il che rende più facile una maturazione che si prolunga e permette una raccolta tardiva  con tutti gli effetti che questo ha sul vino in termini di maturazione fenolica, acidità, percentuale zuccherina e quindi poi al palato una freschezza sempre vivace, profumi intensi, eleganti, complessi e buona longevità. Uve raccolte da Vigneto Paradiso, uno dei più alti della denominazione, laddove lo sguardo si abbandona al respiro più vasto. La Tenuta di Montalcino di Carpineto, in posizione privilegiata, a 500 mt sul livello del mare, in località Rogarelli, è uno degli insediamenti più alti della denominazione e più panoramici con la vista che spazia dal centro storico di Montalcino (da cui dista 2 km in linea d'aria) del quale s’inquadra l'intero perimetro della cinta muraria, alla Val d’Arbia, dove all’antica Cassia si unisce la via Francigena, e nelle giornate limpide fino anche a Siena. Alzando lo sguardo poi, oltre la prima linea di colline all’orizzonte verso nord, si possono scorgere addirittura le colline del Chianti Classico sopra Siena. La più piccola delle cinque tenute di Carpineto è tra le più suggestive: una sorta di wine boutique con antichi casali in pietra circondati da querce secolari e tutto intorno 53 ettari di terreno di cui 10 di vigneto piantati a sangiovese grosso allevato a  cordone speronato (3,5 h di Brunello, 5 di Rosso di Montalcino, il resto Sant'Antimo Rosso), a una densità di 5700 piante per ettaro, un uliveto e un fitto bosco di querce, lecci e macchia mediterranea. Dal punto di vista geologico, la tenuta o Appodiato di Montalcino si trova sul complesso indifferenziato delle argille scagliose, costituito prevalentemente da scisti, calcari marnosi e arenarie quarzose. La leggera esposizione verso nord, in posizione panoramica e ventilata, dona ai vini di questa tenuta un microclima unico, caldo di giorno e temperato e fresco di notte, che conferisce al Brunello profumi intensi e complessi, una bella freschezza, mineralità, eleganza, raffinatezza e grande longevità. La posizione elevata dei vigneti, grande risorsa considerato il cambiamento climatico, permette infatti una maturazione prolungata, quindi una vendemmia tardiva, come si faceva in passato. Tra le ultime vigne ad essere vendemmiate nel territorio, spesso anche l’ultima in assoluto. Questo progredire lento permette di attendere la perfetta maturazione fenolica delle uva mantenendo giusta acidità e tenore zuccherino.

SOSTENIBILITÀ E INNOVAZIONE SPINGONO LA CRESCITA

SOSTENIBILITÀ E INNOVAZIONE SPINGONO LA CRESCITA

PRESENTATO IL 3° RAPPORTO AGRICOLTURA 100 DI REALE MUTUA E CONFAGRICOLTURA:

Il Consorzio Barbera D'Asti e Vini del Monferrato capofila di AGEBA Progetto volto a preservare il patrimonio vitivinicolo astigiano minacciato dal cambiamento climatico

Il Consorzio Barbera D'Asti e Vini del Monferrato capofila di AGEBA Progetto volto a preservare il patrimonio vitivinicolo astigiano minacciato dal cambiamento climatico

Il progetto AGEBA si pone come obbiettivo quello di decodificare il patrimonio genetico degli esemplari di vite più resilienti.

Storia del vino

Malvasia, un diario mediterraneo

Malvasia, un diario mediterraneo

Ilviaggio di Paolo Tegoni alla scoperta di un vino mitico racchiuso in un libro, con le immagini di Francesco Zoppi e le mappe illustrate di Lucia Catellani.

Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Bosa in Sardegna e le isole Eolie in Sicilia. Cosa hanno in comune queste, come altre, zone dell'Italia e dell'Europa? La coltivazione e l'allevamento di un'uva e la creazione di un vino leggendario e immaginifico che da secoli è prodotto e scorre nel cuore del Mar Mediterraneo e che prende il nome dalla penisola greca di Monemvasia, in Laconia, dove i mari Ionio ed Egeo si incontrano: la Malvasia. Tipologie diverse che popolano in particolare la zona mediterranea e che danno vita a vini molto eterogenei; territori e persone, destinazioni a ridosso del mare o nell'entroterra e vignaioli che ogni giorno lavorano per portare avanti una produzione identitaria e di qualitàà. Questo è il presupposto da cui è partito Paolo Tegoni, gastronomo, viaggiatore e docente in materie enogastronomiche all'Università di Parma e presso altri Atenei, per indagare, nel corso di un intero anno, le Malvasie prodotte in Italia e non solo che oggi sono le protagoniste di Malvasia, un diario mediterraneo, edito da Terrae Opificio Culturale Enogastronomico. Il volume è stato supportato nel crowdfunding anche dall'Unione Ristoranti del Buon Ricordo, che ha avuto il piacere di contribuire alla sua realizzazione nell'ottica della valorizzazione dell'enogastronomia italiana in cui i ristoratori aderenti sono impegnati fin dalla sua nascita, avvenuta nel 1964. Un vero e proprio reportage di viaggio ricco non solo di interviste e di approfondimenti sulle uve e i loro ambienti produttivi, ma anche di spunti culturali e turistici, poiché scrivere di vino equivale a raccontare e descrivere un'intera società. Largo quindi a geopoetica, storia e gastronomia dei luoghi che di volta in volta l'autore tratta nel corso della narrazione, considerati parte del vino stesso e di quel terroir che con esso finisce nel calice del curioso ricercatore e di tutti coloro che desiderano conoscere tutte queste realtà e intraprendere il viaggio. «Questo libro - racconta Tegoni – vi condurrà in luoghi fondamentali per la nascita e la diffusione dei vini Malvasia e vi racconterà, pagina dopo pagina, storie, memorie, leggende e tradizioni sconosciute ai più. A partire dal nome stesso del vino, che ha origine da una piccola penisola del Peloponneso, o meglio un monolite roccioso ancora semisconosciuto di una bellezza mozzafiato poggiato sul Mar Myrto, di nome Monemvasia, in greco "luogo con un solo ingresso", da cui questo vino dal Medioevo partì per essere commercializzato e fatto conoscere al mondo dalla Serenissima Repubblica di Venezia». Il volume, nato da un intenso lavoro di ricerca che Tegoni porta avanti da anni sui metodi e le tradizioni di diverse zone del Mediterraneo, è arricchito dagli scatti di Francesco Zoppi, fotografo genovese che sviluppa progetti fotografici passando dalla fotografia documentaristica a quella per fini commerciali ed in particolare quelli legati alla valorizzazione del territorio e dei suoi abitanti, e dalle mappe dell'illustratrice reggiana Lucia Catellani, che ha dipinto su carta le tante realtà territoriali e le persone che di volta in volta si avvicendano. Per ogni capitolo dedicato ai territori italiani è stata segnalata e consigliata la presenza dei ristoranti del Buon Ricordo di riferimento portabandiera dell'eccellenza e della straordinarietà di ciascuna cucina regionale italiana, in cui le Malvasie hanno un posto di assoluto riguardo nella carta dei vini. Un'opera nelle cui pagine scorrono innumerevoli geografie, da Venezia all'isola di Salina, da Parma e Piacenza al Chianti, dalla Slovenia, passando per l'Istria e la Dalmazia, alla Grecia, che sarà sicuramente un invito all'approfondimento e al viaggio e che stimolerà la voglia di conoscere meglio il caleidoscopio dei distretti viticoli e degli argomenti trattati con un calice di Malvasia nella mano.

Terre d’Oltrepò non rallenta la sua strategia di sviluppo

Terre d’Oltrepò non rallenta la sua strategia di sviluppo

Il rinnovo anticipato del Consiglio di Amministrazione di Terre d'Oltrepò non deve offuscare e tanto meno ridimensionare lo straordinario impegno di sviluppo della nota cooperativa lombarda.

VITIVINICOLO VENETO 2022: OLTRE 15 MLN DI QUINTALI DI UVA PRODOTTA PER QUASI 12,6 MLN DI ETTOLITRI DI VINO

VITIVINICOLO VENETO 2022: OLTRE 15 MLN DI QUINTALI DI UVA PRODOTTA PER QUASI 12,6 MLN DI ETTOLITRI DI VINO

Numeri da capogiro che proiettano il Veneto in vetta alla classifica delle Regioni vitivinicole italiane. L'export di vino veneto a fine 2022 potrebbe sfiorare i 2,8 miliardi di euro. Tutti i numeri del comparto presentati oggi a Lonigo (Vi) in occasione dell'ormai "storico" focus di fine anno promosso da Regione del Veneto, Veneto Agricoltura e Avepa.

Innovazioni tecnologiche

ARRIVA

ARRIVA "PICCINI - LA FAMIGLIA ITALIANA DEL VINO", IL PODCAST DEL GRUPPO TOSCANO PER RACCONTARE IL VINO CON LA VOCE DI CHI LO AMA E LO PRODUCE DA 140 ANNI

Piccini 1882 relativo lancio di "Piccini – La famiglia italiana del vino", podcast composto da 20 puntate in cui Mario Piccini, AD del gruppo, accompagnerà molteplici ospiti in un viaggio nel mondo del vino.

Un padrone di casa, un ospite e una passione comune: il vino. È on air "Piccini – La famiglia italiana del vino", il podcast prodotto dall'audio factory Dr Podcast per Piccini 1882. Uno spazio di condivisione e racconto autentico del mondo del vino, vissuto in prima persona da Mario Piccini e dall'intera famiglia: "Per noi, il vino racchiude un intero universo di valori, in dialogo tra passato e futuro, all'insegna del rispetto per la terra e della passione; senza dimenticare l'altissimo valore culturale che questa bevanda ha sempre avuto. Raccontare il vino significa, in definitiva, comunicare la bellezza del nostro Paese, costellata di capolavori immortali, che hanno ancora molto da insegnarci." Un progetto ambizioso che punta al coinvolgimento di esperti e voci autorevoli del settore enologico, interne ed esterne all'azienda. Ospite della prima puntata, già online e registrata proprio all'interno della sede del gruppo a Casole d'Elsa, è il filosofo esecutivo e direttore creativo di Dr Podcast Raffaele Tovazzi. In un racconto di esperienze e aneddoti, il padrone di casa ripercorrerà con lui la storia lunga 140 anni dell'azienda, i valori e la passione che la guidano e che ne influenzano, quotidianamente, la strategia d'impresa. Per ascoltare "Piccini: la famiglia Italiana del vino" https://open.spotify.com/show/0oi2y5bhCZnNrpFY2mgkpVsi=9cc36057b3cf4598&nd=1 DR PODCAST AUDIO FACTORY LTD: Audio company con sede a Londra, nasce nel 2018 con il nome di Action Media Ltd, da un'intuizione di Raffaele Tovazzi - podcaster con oltre 3.500 episodi all'attivo - e dell'imprenditrice Manuela Ronchi, ponendosi sin da subito come riferimento italiano nel mondo del podcast, verticalizzando la propria proposta commerciale sulla creazione di contenuti audio digitali rivolti alle imprese. Nel febbraio 2022 Publitalia '80, attraverso la controllata internazionale Publieurope, annuncia l'investimento in Action Media che, a seguito di questa operazione, cambia nome e diventa Dr Podcast Audio Factory LTD. PICCINI 1882: Piccini 1882 è il gruppo vitivinicolo della famiglia Piccini, con sede a Castellina in Chianti, nel cuore del Chianti Classico. Piccini è una delle realtà più dinamiche del panorama vitivinicolo italiano, apprezzata in tutto il mondo. Una storia famigliare iniziata alla fine dell'800 e giunta oggi alla quinta generazione. La famiglia Piccini vanta 5 tenute, per oltre 200 ettari di vigneti dal Chianti Classico alla Maremma fino ai territori vulcanici del Vulture e dell'Etna: Fattoria di Valiano nel Chianti Classico; Tenuta Moraia in Maremma; Villa al Cortile a Montalcino; Regio Cantina in Basilicata e Torre Mora in Sicilia. Nel 2018 la famiglia Piccini ha acquisito la storica realtà degli Agricoltori del Chianti Geografico, punto di riferimento storico del Chianti. Nel 2022 la famiglia è sbarcata nelle Langhe con l'acquisizione dello storico marcio Porta Rossa. Le Tenute sono guidate dall'Amministratore Delegato Mario Piccini e dai figli Benedetta, Ginevra e Michelangelo che hanno contribuito a costruire la dimensione internazionale di un'azienda presente oggi in oltre 80 Paesi.

Distributore automatico bevande.

Distributore automatico bevande.

Questo distributore automatico nasce per poter vendere prodotti confezionati (fardelli di vino di acqua minerale e bibite, cartoni di birra, pacchi di latte, sughi, passate, pasta, sacchi di pellets, etc) in modo pratico, veloce e sicuro.

 PROGETTARE IL FUTURO DEL VINO

PROGETTARE IL FUTURO DEL VINO

"Progettare il futuro del vino: soluzioni per scenari che cambiano" è il titolo del primo corso del POLI.design, società consortile del Politecnico di Milano, dedicato al mondo del vino e in partenza a giugno 2023. Questo corso innovativo è ideato per promuovere lo sviluppo di un nuovo pensiero strategico e una nuova progettualità nelle imprese del vino, attingendo alla metodologia del Design Thinking, per rispondere a scenari sempre più complessi.

Vino e professioni

7,7 MILIARDI DI EURO: TANTO VALE L’AGRICOLTURA VENETA NEL 2022

7,7 MILIARDI DI EURO: TANTO VALE L’AGRICOLTURA VENETA NEL 2022

Veneto Agricoltura ha presentato questa mattina a Verona, in occasione della prima giornata di "Fieragricola Tech", i primi dati dell'andamento del settore agricolo veneto del 2022. Bene sia le coltivazioni legnose che quelle erbacee (tranne mais e soia); la zootecnia si salva solo grazie ai prezzi. I commenti del Presidente Zaia e dell'Assessore Caner.

Ad incidere maggiormente su questo valore non è tanto l'incremento delle produzioni quanto piuttosto l'aumento generale dei prezzi di mercato dovuto all'instabilità economica mondiale causata da una serie di fattori quali la guerra in Ucraina, l'aumento dei costi di produzione e dell'energia, l'inflazione, ecc. Come conseguenza, l'annata agricola 2022 nel Veneto registra buone performance sia per le coltivazioni erbacee (+10,9%) che legnose (+29,1%), mentre il settore zootecnico mostra un calo delle quantità prodotte, controbilanciato però proprio dall'incremento dei prezzi di mercato, con il valore della produzione che si stima in aumento del +18,1%. "In Veneto – sottolinea il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, in occasione della pubblicazione del Report di Veneto Agricoltura sull'andamento del comparto agricolo veneto nel 2022 - abbiamo oltre 83mila aziende agricole, il 7,3% di tutte le aziende agricole italiane. Possiamo dire, con orgoglio, che oggi sono perlopiù i giovani a rappresentare il settore, con un contributo importante nell'innovazione, fatta anche di digitalizzazione e informatizzazione, in un settore ritenuto talvolta solo legato agli aspetti più tradizionali e meccanici delle colture. Invece oggi la competitività passa per l'innovazione: il valore nei mercati delle produzioni agricole è infatti dato anche dalla capacità delle aziende di "raccontare" il prodotto, in tutti i suoi aspetti. Sostenibilità, ecologia, proprietà organolettiche, ma anche quel patrimonio intangibile e straordinario che lega i prodotti del Veneto con la propria storia. Quella civiltà contadina che ha saputo guardare al futuro mantenendo salde le proprie radici. Ed ecco quello che si può considerare se non un miracolo un risultato d'eccezione: nel 2022 l'agricoltura veneta ha saputo generare un valore della produzione di circa 7,7 miliardi di euro, un valore mai raggiunto prima, in aumento di circa il 18% rispetto al 2021. Un grande risultato fatto di giovani, di imprenditoria femminile, di storie di coraggio e innovazione". Da parte sua, l'Assessore all'Agricoltura della Regione del Veneto, Federico Caner, intervenuto alla conferenza stampa, ha ricordato che "i numeri dell'intero settore agricolo veneto raccontano la tenacia e la capacità di resilienza di imprenditori e filiere che non si sono mai arresi di fronte alle difficoltà degli ultimi due anni. La pandemia, il conflitto russo-ucraino, il cambiamento climatico. Tre sfide che hanno minato pesantemente la tenuta del comparto, ma non hanno inficiato la crescita della produzione agricola lorda, che nel 2022 ha raggiunto un valore di 7,7 miliardi di euro. Un risultato raggiunto anche grazie al contributo della Regione, che sotto il profilo finanziario, strategico ed operativo ha sempre supportato le imprese agricole venete attive e i suoi 76mila addetti. Nel disegno regionale i fondi pubblici rappresentano un importante sostegno al settore primario. Nella programmazione 2023-2027 della PAC avremo a disposizione circa 500 milioni all'anno, quota importante che andrà ad alimentare la competitività delle nostre imprese agricole, sempre più orientate verso la sostenibilità e l'innovazione. Ora la vera sfida è anche quella di tutelare tutte le nostre produzioni, affinché il 'Made in Veneto' non rimanga solo un bello slogan sulla carta, ma diventi un vero e proprio brand capace di comunicare e assicurare qualità e autenticità di quello che di buono e sano viene prodotto nel nostro territorio". Vediamo ora in dettaglio i principali risultati raggiunti nei primi nove mesi del 2022 dai diversi comparti dell'agricoltura veneta, presentati questa mattina da Alessandra Liviero, responsabile dell'Osservatorio Economico Agroalimentare di Veneto Agricoltura, in occasione della prima giornata di "Fieragricola Tech" in corso di svolgimento oggi e domani a Verona, presenti l'assessore regionale all'Agricoltura, Federico Caner, e il direttore dell'Agenzia regionale, Nicola Dell'Acqua. Cereali: l'annata è stata senz'altro positiva per i cereali autunno-vernini, visto che sono aumentati gli ettari coltivati a frumento tenero (96.000 ha, +1%), grano duro (19.400 ha, +34%) e orzo (21.500 ha, +20,4%). In calo invece le rese, compensate però dall'incremento delle superfici coltivate, ad eccezione del grano tenero la cui produzione è stimata in calo (-5,5%). Annata "no" per i cereali a semina primaverile che hanno dovuto fare i conti con il pessimo andamento climatico estivo: per il mais da granella sono calate le superfici coltivate (143.000 ettari, -3%) e soprattutto le rese (7,1 t/ha, -29,6%). L'aumento dei prezzi (+37%) ha solo parzialmente controbilanciato la riduzione della produzione (1 milione di tonnellate, -31,7%). Colture industriali: anche per queste produzioni il 2022 è stato caratterizzato da un incremento generalizzato dei prezzi, tuttavia l'annata è stata negativa a livello produttivo. Le superfici coltivate a soia sono aumentate (+5,3%), ma le rese sono calate decisamente (2,4 t/ha, -19%) e di conseguenza la produzione (360 mila tonnellate, -15%). In aumento gli ettari a girasole (4.200 ha, +9,4%) e in calo quelli coltivati a colza (3.600 ha, -17%). Annata negativa per la barbabietola da zucchero che ha visto ridursi le superfici (7.000 ha, -21,4%) e soprattutto le rese (46,4 t/ha, -24%). Anche il tabacco ha registrato una riduzione sia degli investimenti (3.000 ha, -27%) che della produzione (-20%), e in questo caso l'aumento dei prezzi non ha controbilanciato l'aumento dei costi di produzione, compromettendo la redditività della coltura. Orticole: gli investimenti hanno tenuto e sono stati registrati leggeri incrementi per la patata (3.500 ha, +1,4%), il radicchio (4.650 ha, +2%), la lattuga (1.100 ha, +2,6%) e la fragola (370 ha, +2%); incrementi maggiori per asparago (1.830 ha, +4%), zucchina (1.570, +10,5%), aglio (+14,5%). In calo invece le superfici coltivate a meloni (-13,6%), carote (-8,4%), fagiolini (-16,8%) e cocomeri (-12,8%). Frutticole: ottima annata per tutte le produzioni, con rese in netto rialzo rispetto alla sfortunata stagione 2021: melo (+71,4%), pero (+415,6%), pesco (+669,6%), kiwi (+327,3%), ciliegio (+52,8%) e olivo (+495%). I prezzi unitari hanno avuto variazioni altalenanti, mentre le superfici investite a frutteti sono in calo di circa il 3% a livello regionale. Vitivinicolo: ancora in crescita la superficie vitata nel Veneto (95.910 ha, +2%), della quale oltre l'83% riguarda aree in zone Doc/Docg, mentre quella a Igt scende al 13,7%. Complessivamente nel 2022 nel Veneto sono stati prodotti 15 milioni di quintali di uva (+7,4%) pari a 12,6 milioni di ettolitri di vino (+7,3% rispetto al 2021). Stabile il prezzo delle uve (0,76 €/kg, +0,7%). Lattiero-caseario: in calo la produzione di latte (circa 12 milioni di quintali, -1,3%), come pure il numero di allevamenti (2.800). Il prezzo medio annuo del latte è stato di 45,8 €/hl (senza IVA e premi), con un aumento del 24% rispetto all'anno precedente. Zootecnia: il comparto sta subendo gli effetti del forte aumento dei costi energetici e alimentari con un importante riflesso sui prezzi delle quotazioni all'origine e anche sulla produzione. Per la carne bovina, il Veneto si caratterizza per la produzione del vitellone da carne e in parte per il vitello a carne bianca. La produzione viene stimata in calo del 3,5%. Il numero di allevamenti da carne è stabile a circa 6mila unità. La produzione di carne suina, concentrata nelle province di Verona e Treviso, pone il Veneto tra le regioni della filiera di alta qualità IGP/DOP. Nel 2022 la produzione si è però ridotta a 779,5mila capi, di cui circa 690 mila grassi (-2%), circa il 7,5% del totale nazionale. Bilancia commerciale agroalimentare veneta: dopo tre anni di segno positivo, il saldo nei primi nove mesi del 2022 è tornato negativo attestandosi circa a -690 milioni di euro, contro i +140 milioni di euro dello stesso periodo del 2021. Ad influire sul risultato, ancora provvisorio considerato che si riferisce ai primi tre trimestri del 2022, è stato il forte aumento delle importazioni (+32,4%) rispetto alla crescita delle esportazioni (+15,1%). Le cause di queste risultanze negative vanno cercate nell'incremento dei prezzi delle materie prime agricole e dei costi energetici che ha stravolto gli andamenti positivi registrati nel Veneto negli ultimi anni. Il Report "Prime valutazioni sull'andamento del comparto agroalimentare veneto 2022" può essere scaricato dal seguente link: https://bit.ly/3WSS5oF

Dalla degustazione alla fidelizzazione del turista in visita in cantina

Dalla degustazione alla fidelizzazione del turista in visita in cantina

Emergere tra i numerosi competitors prima e riuscire a rendere speciale il rapporto con ogni singolo cliente poi, sono i primi due passi da compiere per passare da una fase di semplice degustazione, alla stabilizzazione di una proficua relazione commerciale nel lungo periodo.

AIS Veneto proclama Michele Manca Miglior Sommelier del Veneto 2022

AIS Veneto proclama Michele Manca Miglior Sommelier del Veneto 2022

Il 10 ottobre si è svolto a Longarone il Concorso che ha visto la vittoria del Sommelier rodigino, ammesso di diritto alla Semifinale del Concorso Miglior Sommelier d’Italia.

Tracciabilit

Consorzio Tutela Lugana DOC veleggia sull'onda della crescita

Consorzio Tutela Lugana DOC veleggia sull'onda della crescita

Con il nuovo anno il Consorzio di Tutela punta a valorizzare le unicità della DOC: un vino prodotto con un unico vitigno, il Turbiana, coltivato su terreni che derivano da un'importante spinta glaciale e dell'influenza climatica del Lago di Garda.

Si apre il capitolo 2023 per il Consorzio Tutela Lugana DOC, che, dopo i positivi risultati raggiunti nell'anno appena terminato, riparte con attività promozionali ed eventi volti a promuovere la presenza nei mercati italiano ed internazionali e a rafforzare sempre più il valore della Denominazione. Il Consorzio di Tutela del Lago di Garda è oggi forte di un percorso di crescita che si è instaurato negli ultimi anni e che ha portato a raggiungere risultati davvero sorprendenti sia in termini qualitativi che di apprezzamento da parte dei consumatori mondiali. I numeri 2022 Bandiera del territorio del Lago di Garda nel mondo, con 210 soci, tra viticoltori ed imbottigliatori, e 2560 ettari vitati, la DOC Lugana osserva una crescita regolare nella produzione che a fine 2022 ha toccato 27.900.000bottiglie prodotte (a fronte di 27 milioni  e mezzo  prodotte nell'intero 2021) per un totale di 209.181 ettolitri imbottigliati. "Il 2022 è stato un anno positivo: la DOC Lugana si è dimostrata, rinnovando il trend positivo rispetto al 2021, una delle poche denominazioni italiane in controtendenza rispetto all'incertezza che ha caratterizzato i mercati, in particolare nella seconda parte dell'anno e che vedono molti vini in calo rispetto all'anno precedente (-3,5% in valore secondo l'Osservatorio Federvini Nomisma)" spiega Fabio Zenato, presidente del Consorzio di Tutela. Anche il prezzo medio delle uve e dello sfuso conferma il momento d'oro e il reale valore economico della Denominazione Lugana: prezzo medio delle uve pari ad € 1,90 per Kg e del vino di € 3,65 al litro (dati Camera di Commercio di Verona). Per quanto riguarda il periodo gennaio-ottobre 2022 (dati IRI) il dato cumulativo delle vendite off-trade del Lugana vede una leggera decrescita a volume ma un aumento del prezzo medio del 5%, che passa da € 7,43 ad € 7,82 a bottiglia. Un dato questo che conferma la priorità commerciale del Lugana per il canale Ho.Re.Ca., ovvero della mescita e della ristorazione. Il 2022 è stato anche l'anno della riapertura degli eventi in presenza ed il Consorzio ha risposto intraprendendo diverse iniziative di promozione in Italia e all'estero. Nella primavera 2022 sono tornate in presenza le due principali fiere di settore per il mondo del vino: Vinitaly (dal 10 al 13 aprile 2022) e Prowein (dal 15 al 17 maggio 2022). Il Consorzio del Lugana ha partecipato in entrambe le occasioni con uno stand collettivo rinnovato nello stile e nel messaggio comunicativo. Export "Il mercato statunitense è stato e sarà uno dei principali target dell'azione promozionale - aggiunge Zenato - è tra le destinazioni su cui il Consorzio ha scelto di investire e concentrare le energie nel 2022, organizzando eventi commerciali e promozionali, volti a raccontare il Lugana a operatori, giornalisti e winelovers americani. Il più importante Destination Lugana nell'autunno 2022. Abbiamo, inoltre, aperto nuovi canali e consolidato quelli già esistenti come Giappone e Regno Unito". Altri importanti investimenti si sono fatti sul fronte nazionale con eventi (Armonie Senza Tempo, Vini e Chef della Lombardia e Milano Wine Week) in collaborazione con importanti organizzazioni di settore. Di particolare interesse la scelta di esplorare nuovi territori e consumatori ricercando anche nuove frontiere nel corso dell'anno: un esempio, la partnership con Fiera Cavalli, nelle tre serate del Galà d'Oro, che ha portato il Lugana ad essere il protagonista assoluto sulle tavole della kermesse veronese. Degno di menzione anche il progetto volto a valorizzare l'enoturismo nel territorio del Lugana con un'indagine condotta dalla testata Wine Meridian ed un progetto di formazione per i produttori che hanno dato interessanti risultati. Obiettivi 2023 Tra gli obiettivi principali per il 2023, che coinvolgeranno macro tematiche come il senso di appartenenza e consapevolezza del valore del territorio  del Lugana e la promozione del Lugana come wine destination, ci sarà una comunicazione che ha l'obiettivo di valorizzare i punti di forza della nostra Denominazione sia in Italia che all'Estero: "Stiamo parlando di un vino prodotto con un unico vitigno, il Turbiana, che giova di un suolo derivato dall'importante spinta glaciale ed un microclima legato al regime delle brezze di lago. I terreni dove viene coltivato questo vitigno sono prospicienti alle sponde del Bènaco e, dunque, in un ambiente dalla forte caratterizzazione "territoriale". Elementi della natura unici e irripetibili che rendono il Lugana una vera eccellenza nel suo genere" conclude Fabio Zenato. Consorzio Tutela Lugana DOC La DOC Lugana si estende in soli 5 comuni fra le colline delle sponde meridionali del Lago di Garda, una vera regione gioiello dal punto di vista vitivinicolo. Questo microclima mediterraneo, unito alle caratteristiche del vitigno autoctono Turbiana, dà vita a un bianco unico in Italia per personalità, caratteristiche e versatilità.

VITIVINICOLO: VENETO LEADER IN ITALIA CON 12 MLN DI ETTOLITRI DI VINO PRODOTTI NEL 2022

VITIVINICOLO: VENETO LEADER IN ITALIA CON 12 MLN DI ETTOLITRI DI VINO PRODOTTI NEL 2022

L'annuncio dell'Assessore Caner in vista del focus di Regione Veneto, Veneto Agricoltura e Avepa in programma giovedì 22 dicembre a Lonigo (VI). Nell'occasione saranno presentati i numeri finali della vendemmia 2022 nel Veneto e dell'export di vino. Report di Veneto Agricoltura sul comparto vitivinicolo regionale che a partire proprio dall'export si mostra in piena salute.

CONSORZIO DI TUTELA VINI COLLIO: VALORIZZAZIONE DELTERRITORIO E TRACCIABILITÀ DELLA FILIERA GRAZIE AL QR CODE IN ETICHETTA

CONSORZIO DI TUTELA VINI COLLIO: VALORIZZAZIONE DELTERRITORIO E TRACCIABILITÀ DELLA FILIERA GRAZIE AL QR CODE IN ETICHETTA

Volge al termine il progetto #AUGMENTEDSUSGRAPE, finanziato dall'iniziativa DIVA di Area Science Park, con l'obiettivo di far scoprire la filiera dei vini DOC Collio grazie all'innovazione tecnologica.

Vini Naturali

Vi.Na.Ri.: associazioni e vini a confronto

Vi.Na.Ri.: associazioni e vini a confronto

O2 e SO2 le tematiche affrontate nelle due masterclass sul vino naturale. Nella conferenza stampa di domenica 12 febbraio VinNatur e Vi.Te parleranno del futuro del settore.

La manifestazione si arricchisce con l’annuncio di una presentazione ufficiale alla stampa, che vedrà le associazioni organizzatrici protagoniste di un confronto a tutto tondo sul futuro del vino naturale, e con due masterclass pensate per capire da vicino il panorama enoico naturale. Domenica alle ore 12.00, Angiolino Maule e Gabriele Da Prato, rispettivamente presidenti di VinNatur e di Vi.Te., accompagneranno i presenti nel dibattito Confronti Naturali, una riflessione sulle potenzialità dell’enologia che opera senza l’impiego di sostanze artificiali, coinvolgendo anche i produttori delle due associazioni. Le masterclass in programma si terranno alle ore 16.00. Domenica 12 febbraio andrà in scena l’appuntamento O2 – Il rapporto con l’ossigeno, dove si spiegherà come il contatto con l’aria possa nobilitare i vini buoni. La degustazione avverrà alla cieca con un confronto in parallelo di tre etichette che hanno affrontato un diverso percorso con l'aria, prima di arrivare nel calice. Lunedì 13 febbraio, invece, sarà il momento di SO2 – Il nodo dei solfiti, un'occasione per approfondire se e in quale modo l’anidride solforosa incida nella percezione dei sapori e profumi di un vino e se questa possa dare diverse sfaccettature espressive e organolettiche. Per una valutazione puntuale, Vi.Na.Ri. proporrà una blind tasting di tre vini prodotti e imbottigliati, con e senza solfiti aggiunti: un confronto diretto che parte da referenze aventi la medesima origine e metodo produttivo, con la sola variante della quantità di SO2 presente al loro interno. A moderare gli incontri di Vi.Na.Ri. ci sarà Samuel Cogliati Gorlier, giornalista e divulgatore italo-francese, fondatore di Possibilia Editore e membro della redazione e del comitato di degustazione della rivista francese LeRouge&leBlanc. La presentazione di domenica sarà aperta alla sola stampa, mentre per accedere alle masterclass è richiesto un contributo simbolico di 10,00 euro e la prenotazione online al sito bit.ly/vinari_iscrizione Vi.Na.Ri. riunirà a Milano più di 150 vignaioli naturali che arriveranno da tutta Italia e dall’estero, con alcuni produttori provenienti dall’Argentina, da Bordeaux e dalla Slovenia. Ad accompagnare la due giorni, la proposta gastronomica dello street food italiano di Trapizzino. INFO IN BREVE | Vi.Na.Ri. Milano 2023 Data: domenica 12 e lunedì 13 febbraio 2023 Orari di apertura: dalle 10.00 per gli operatori, dalle 12.00 apertura generale Luogo: Studio Novanta, Via Mecenate, 88/a, 20138 Milano, MI Ingresso: evento a numero chiuso, l'ingresso a Vi.Na.Ri. è riservato agli iscritti. Pre-registrazione su Eventbrite (bit.ly/vinari_iscrizione) fino al 12 febbraio con contributo associativo di € 25 per un giorno, € 40 per entrambi. Non sono previste riduzioni Masterclass: alle ore 16.00 con contributo di 10,00 euro

Terminata la prima vendemmia a regime biologico per la cantina Erste+Neue

Terminata la prima vendemmia a regime biologico per la cantina Erste+Neue

Terminata a metà ottobre la vendemmia dei soci di Erste+Neue. Ottima la qualità complessiva, a partire dalle varietà che daranno origine ai vini della linea Puntay, il diamante fra i vini della cantina di Caldaro, per la prima volta raccolte e vinificate completamente biologiche.

 PIZZOLATO E VINO BIO: I NUMERI 2021. UN ANNO DA HOLDING:

PIZZOLATO E VINO BIO: I NUMERI 2021. UN ANNO DA HOLDING: "PUNTIAMO TUTTO SUL CAPITALE UMANO"

La cantina trevigiana leader nella produzione ed esportazione di vino biologico chiude il 2021 con un +25% rispetto al 2020 e mette al centro la persona: dal progetto aziendale di coaching alla Società Benefit, all'apertura della nuova struttura dedicata all'ospitalità.