1) Italia: GDO in affanno, consumi in volume in calo e prezzo come unica leva
I dati più recenti convergono: la grande distribuzione italiana non riesce a ripartire e il 2025 si avvia alla quinta chiusura negativa consecutiva.
Canali: si raffredda il discount (stop alla fase espansiva), mentre l’e-commerce accelera grazie a competitività di prezzo e risposta estiva; iper e supermercati restano i formati più solidi sulla tenuta dei valori, mentre Cash&Carry rimane il più fragile (pur rallentando le perdite).
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Lettura strategica: il mercato domestico non fa più da locomotiva. La crescita “a valore” in GDO è fragile perché alimentata dal prezzo, non dalla domanda. Di conseguenza, la competizione si sposta su margini, efficienza, portafoglio prodotti e posizionamento.
2) Cantina Italia: giacenze in aumento e pressione sulla gestione dell’offerta
Al 30 novembre 2025 negli stabilimenti enologici italiani risultano:
Il vino è concentrato al Nord (60,7%, con forte peso del Veneto). La composizione per categoria conferma un mercato “valoriale” ma con scorte importanti: 54,6% DOP, 26,5% IGP, varietali 1,7%, altri vini 17,3%. Inoltre, le giacenze IGP sono molto concentrate: 20 denominazioni su 526 pesano per 58,4%.
Lettura strategica: più stock con consumi in calo significa maggiore rischio di pressione promozionale, tensioni finanziarie e necessità di governare la produzione con scelte non rinviabili (portafoglio, rotazione, canali, mercati).
3) Export: centrale ma più complesso, soprattutto USA (dazi + cambio)
Con un interno prudente, l’export resta leva vitale. Ma nel 2025 il contesto estero diventa più “ostile” per costi e volatilità, in particolare negli Stati Uniti.
USA – doppio shock:
L’analisi Wine Monitor segnala che nel primo trimestre l’aumento del prezzo medio in dollari ha riguardato soprattutto i vini francesi (accaparramento più “premium”, più sensibile al dazio ad valorem). Nel resto dell’anno il combinato dazi + cambio aumenta la complessità: non è solo “quanto sale il prezzo”, ma quanto regge la capacità di spesa lungo il three-tier system (moltiplicatore dei ricarichi).
Spumanti italiani export: tengono i volumi, scendono i prezzi
Nei primi 9 mesi 2025: 1,67 miliardi € di export spumanti (-0,5%), volumi +2,19% → domanda presente, ma prezzo medio in riduzione per restare competitivi. Gli spumanti valgono circa 28% dell’export vino.
Driver assoluto: Prosecco DOP con 1,29 miliardi € (+0,5%), 77% del totale spumanti e circa 23% dell’export vino; volumi +4,8%.
Mercati: USA stabili e pro-Prosecco; UK e Germania mostrano segnali di fatica; Francia in crescita sulle importazioni di spumante italiano (dato rilevante anche in chiave “posizionamento”).
Lettura strategica: la partita non è più “fare export”, ma difendere marginalità e posizionamento con governance commerciale chirurgica: canali, tier, assortimento, pricing e promozioni coerenti.
4) Europa 2035: calo strutturale di consumo, produzione ed export
Le proiezioni della Commissione UE fino al 2035 confermano un trend di lungo periodo:
Driver: salutismo, concorrenza di altre bevande, giovani che bevono meno alcol, preferenza per vini di fascia più alta ma meno frequenti; calo della domanda di rossi, crescita di bianchi e spumanti; aumento interesse per bevande a base vino e no/low alcol (ancora piccoli volumi).
Lettura strategica: non è un ciclo breve: è cambio strutturale. Le imprese devono riprogettare modello e mercati, non “aspettare che passi”.
5) Dealcolati: opportunità reale, ma l’Italia è bloccata dal decreto fiscale
Il settore italiano è in “attesa” del decreto interministeriale MEF–MASAF attuativo della disciplina fiscale: UIV sollecita perché lo stallo (oltre due mesi in Ragioneria) sta lasciando l’Italia con 4 anni di svantaggio competitivo rispetto ad altri produttori europei (regolamento UE dicembre 2021). Nel frattempo molte aziende hanno già investito in impianti, formazione e posizionamento.
Lettura strategica: senza cornice normativa e fiscale operativa, gli investimenti rischiano di rimanere immobilizzati. Il tema non è moda: è difesa di competitività su segmenti in crescita (low/no, beverage ibridi).
6) Trend 2025/2026: meno bottiglie, più qualità. Bianchi e bollicine in spinta
L’osservatorio Vinarius (rete enoteche, 120 locali, ~50 mln € di fatturato) conferma:
È la stessa direzione indicata dalle analisi internazionali (Wine-Lister): stile più elegante e approcciabile + enoturismo come leva, con attenzione a prezzi e sostenibilità.
7) Squilibrio domanda-offerta: la lettura Coface e la “cura” incompleta
Coface descrive uno squilibrio strutturale: consumi UE -35% dal 2000, consumo mondiale 2025 stimato 214 milioni hl (tra i minimi), con difficoltà extra UE (Cina -60% vs pre-pandemia, USA più complessi per barriere). Le misure europee basate soprattutto su estirpazione aiutano, ma non bastano perché il tema è anche di domanda e trasformazione dei comportamenti. Per i produttori più esposti sulla fascia base diventano cruciali: solidità finanziaria, diversificazione mercati, gestione rischio credito e protezione liquidità.
8) Enoturismo: il grande asset italiano (e un acceleratore “digitale”)
Il Rapporto Turismo Enogastronomico Italiano 2025 (Roberta Garibaldi) posiziona l’Italia come prima meta internazionale del turismo enogastronomico. Crescono intenzioni di ritorno e spesa: +155 €/giorno (52€ ristorazione, 28€ prodotti tipici). Il turista è più giovane e digitale; social e piattaforme influenzano le scelte; aumenta la disponibilità a pagare per esperienze personalizzate. L’AI entra nella pianificazione viaggi (quota già rilevante su USA e Francia).
Lettura strategica: enoturismo non è “accessorio”: è canale di valore, generatore di brand equity e leva DTC (vendita diretta) in un mondo dove i canali tradizionali comprimono i margini.
Sintesi finale: cosa dice davvero questa settimana (e cosa fare)
In breve: il vino italiano non è “in crisi di prodotto”, ma in transizione di modello. Vince chi sa leggere i numeri senza nostalgia e trasformarli in scelte operative: portafoglio più intelligente, mercati più presidiati, prezzo più difeso, e un racconto finalmente allineato a come la gente vive (davvero) il vino oggi.
09/01/2026
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