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La settimana appena trascorsa conferma come il settore vinicolo italiano continui a trasformarsi sotto il peso di fattori climatici, generazionali e di mercato.

1. Cambiamenti in atto: dal Gastronomika Festival al “Cambio vino”

  • 26 maggio, Gastronomika Festival: al centro del dibattito “Cambio vino” sono saliti Pietro Monti (FIVI), Michele Antonio Fino (Unisg Pollenzo), Giuseppe Carrus (Gambero Rosso) ed Ettore Ravizza (Legendary Drinks). Si è analizzata la rapidità dei cambiamenti — climatici, demografici e di mercato — che attraversano in tempo reale il mondo del vino, sottolineando l’importanza di cogliere i segnali “live” anziché limitarsi a uno sguardo storico.

2. Il mercato asiatico come rampa di lancio

  • Expo 2025 Osaka (8–14 giugno): all’Auditorium del Padiglione Italia si è tenuta la tavola rotonda “Market trends and opportunities for Italian wine in Asia”, promossa da ICE e MAECI.
    • Massimiliano Giansanti (Confagricoltura) ha indicato Cina, Corea del Sud e Giappone come “triangolo” che assorbe quasi 300 M€ di vino italiano, evidenziando margini di crescita verso India, Vietnam, Hong Kong e Singapore.
    • Francesco Lollobrigida e Matteo Zoppas (ICE) hanno rimarcato come l’export agroalimentare sia passato da 28 Mld€ nel 2015 a oltre 70 Mld€ oggi, grazie alla qualità e all’identità territoriale.

3. Il Giappone: primo mercato asiatico per il vino italiano

  • Nel 2024 il Giappone ha importato 184 M€ di vino (+0,5% rispetto al 2023), su un totale asiatico di 434 M€.
  • Luigi Scordamaglia (Filiera Italia) ha sottolineato la connessione culturale tra Italia e Giappone, basata su cura del dettaglio e qualità degli ingredienti.
  • Tra il 2015 e il 2024 le esportazioni agroalimentari italiane verso il Giappone sono cresciute del +35,3%, mentre il totale mondiale del settore è salito del +95,9%.
  • Le istituzioni puntano al traguardo di 100 Mld€ di export agroalimentare: il vino italiano — non più confinato al canale HoReCa italiano — trova spazio anche nei ristoranti e nelle enoteche giapponesi.
  • Niches di crescita: No/Low Alcol (Marzia Varvaglione, Ceev), digital storytelling e abbattimento delle barriere burocratiche (Francesca Migliarucci, Federvini; Mihoko Kizu, Jet).
  • Abbinamenti: Pinot Nero con sashimi, Cartizze e Prosecco con sushi e kaiseki, evidenziando l’evoluzione della comunicazione del vino attraverso collaborazioni tra produttori e importatori.
  • Parmigiano Reggiano: debutto 6 giugno a Ginza con “The Way of Parmigiano Reggiano”, rafforzando la Dop in Giappone (+6,1% volume nel 2024).

4. Cina: il ritorno dei bianchi e l’ondata digitale

  • Nel 2024 le importazioni di vino in Cina sono risalite a 11 477,4 M Yuan (∼1,4 Mld€), +39,6% in valore e +13,7% in volume, trainate soprattutto dal ritorno del vino australiano (37% in valore, 28% in volume).
  • ProWine International Business Report China 2025 (HGU): crescita dell’interesse per vini bianchi e spumanti; il 55% dei wine merchant e il 44% dei produttori punta sui bianchi secchi, mentre il 69% dei vignaioli scommette sui vini a bassa gradazione entro il 2027.
  • Il digitale si conferma motore principale: livestreaming su Douyin e RED, KOL e ambassador guideranno le vendite, superando i canali tradizionali (on-trade, enoteche, e-commerce).

5. Estremo Oriente: export vinicolo in crescita

  • Ice, dati preliminari 2025: export vinicolo italiano 2024 a 8,1 Mld€ (+5,5% rispetto al 2023); in gennaio-febbraio 2025 l’export ha toccato 1,2 Mld€ (+3,6%).
  • L’Asia orientale pesa 434 M€ solo per il vino e 5,6 Mld€ per l’agroalimentare complessivo. Veronafiere e UIV (Frescobaldi) vedono l’Estremo Oriente come sbocco strategico per rafforzare il Made in Italy.

6. Frena l’export del primo trimestre 2025

  • Nei primi tre mesi del 2025, il valore export vinicolo sale leggermente a 1,85 Mld€ (+0,9%), ma i volumi scendono a 492 M L (-2,7%) rispetto ai 506 M L del 2024.
  • Stati Uniti: marzo stabile a 177,6 M€ ma -3,5% a volume; trimestre a 513 M€ (+12%).
  • Canada: marzo a 31,1 M€ (-1,5% vol), trimestre a 94,5 M€ (+9%).
  • Europa: Germania (+0,23% mar-valore), UK (+3,3% mar-valore ma -1,57% volume), Francia (+9% mar-volume, +0,6% valore). Svizzera in calo sia a volume (-6%) sia a valore (-4,3%).
  • Mercati emergenti: Brasile +5% vol, India +43% vol, Vietnam +40% vol, Indonesia +188% vol.
  • Tipologie: spumanti in leggero calo a volume (-0,5% mar-25) ma +0,58% a valore; Prosecco Dop +5% valore, +6% volume trimestrale; vino imbottigliato +0,55% valore ma -5% volume; bag-in-box -7,9% valore, -9,6% volume.
  • Regioni: Dop imbottigliate Toscana e Piemonte in calo a volume ma Piemonte +10% valore; Veneto stabile; Sicilia +3% valore, -3,8% volume.

Conclusioni
Il mondo del vino italiano sta vivendo una fase di grande fermento, tra eventi internazionali, nuovi approdi commerciali e cambiamenti di consumo. Mentre l’Asia — in particolare Giappone e Cina — si conferma frontiera prioritaria, il rallentamento dei volumi nel primo trimestre europeo impone un’attenzione raffinata alle strategie di penetrazione, diversificazione dei mercati e valorizzazione delle denominazioni. Innovazione, digitalizzazione e sistema-Paese restano le parole d’ordine per continuare a esportare la “bontà” italiana in tutto il mondo.

 

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13/06/2025
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