Il quadro emerge dall’indagine congiunta di Assoenologi, Uiv, Ismea e Masaf, che restituisce un profilo positivo sotto il punto di vista produttivo, ma con nodi importanti da sciogliere sul fronte dei consumi e dei mercati.
Vendemmia di qualità, ma mercato in affanno
Esperti come Attilio Scienza sottolineano l’effetto positivo del clima: il caldo estivo seguito dalle piogge di agosto ha garantito una maturazione fenolica e aromatica ottimale in quasi tutte le regioni. Ottimi segnali da Franciacorta, Oltrepò, Valpolicella, Prosecco, Friuli e Marche; Toscana in calo per scelta volontaria di riduzione rese.
Ma se la produzione sorride, preoccupano giacenze elevate, dazi USA, mercato russo azzerato, calo dei consumi giovanili e campagne OMS.
Prezzi e valore del vino
«È assurdo che un’acqua costi 2,40 euro e un Chianti 3,60», osserva Riccardo Cotarella (Assoenologi), richiamando l’urgenza di dare più valore al prodotto. Anche Lamberto Frescobaldi (UIV) ribadisce la necessità di ridurre le quantità immesse sul mercato per preservare il valore del vino italiano.
Mercati internazionali: USA in crisi, Canada e Messico in crescita
Il mercato USA è in forte sofferenza: consumi in calo, dazi al 15% e nuove incertezze regolatorie. In risposta, Vinitaly rafforza la presenza con il wine2wine Business Forum (Chicago, 5-6 ottobre) e apre nuove rotte verso Canada, Messico e Asia Centrale. Opportunità emergono dal Kazakhstan Roadshow, con oltre 475 operatori coinvolti e grande interesse per le etichette italiane.
Giovani, sport e consumo di alcol
Dati sorprendenti arrivano da uno studio Asl3 Liguria: i ragazzi sportivi consumano 20-30% più alcol dei coetanei sedentari. Un fenomeno che si aggrava con l’età, legato anche alla presenza delle lobby dell’alcol nello sport, e che lancia un segnale d’allarme sul futuro dei consumi consapevoli.
Formazione e nuove professioni del vino
Sul fronte delle opportunità, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa lancia l’11ª edizione del Master Vini Italiani e Mercati Mondiali, percorso di eccellenza che apre a ruoli in marketing, comunicazione, export e turismo enologico. Circa il 70% dei diplomati trova occupazione già al termine dello stage.
Sintesi finale
Il vino italiano nel settembre 2025 vive un paradosso: quantità e qualità da record, mercati e consumi in difficoltà. La sfida sarà valorizzare il prodotto, contenere le rese, innovare la comunicazione per le nuove generazioni e trovare sbocchi internazionali alternativi. L’Italia resta leader mondiale, ma il futuro dipenderà dalla capacità del settore di trasformare questa vendemmia straordinaria in un vantaggio competitivo duraturo.
28/11/2025
21/11/2025
16/11/2025
14/11/2025