Francesco Illy ha adottando una strategia innovativa: coltivare le viti a «bonsai». Scopo dell'azione produrre vino ottimo in meno di 35 anni.
La densità dei vigneti di Illy presso Podere Le Ripi-Montalcino supera la Borgogna.
Illy ha messo a dimora delle viti di sangiovese (1,2 ha) e di shiraz (2 mila mq) fitte fitte: la distanza di 40 cm l'una dall'altra in quadrati di quattro metri di lato affiancati, lasciando due metri di spazio fra un filare e l'altro.
«A distanza di quasi dieci anni dall'impianto», racconta Illy, «sappiamo che le radici dei vigneti bonsai raggiungono i 3 m di profondità. Ciò si traduce in uve che danno vini più armoniosi e più complessi. Più armoniosi perché le viti non soffrono stress idrici, in quanto a quella profondità il terreno è sempre umido. E più complessi, perché avendo attraversato più strati di terreno avranno assorbito minerali diversi». Il punto tallone d'Achille dei vigneti bonsai è la produttività, ma soltanto dalla vendemmia 2011 in poi, in seguito alla conversione alla viticoltura biologica e biodinamica. «Stiamo già lavorando», assicura Illy, «per far risalire la produttività. La vendemmia 2014 sarà l'anno della verità»
Fonte: ItaliaOggi
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