Fonte del Bosco 2024, Trebbiano Spoletino in purezza da un'unica vigna, IGT Umbria Bianco, è tra i 50 Vini Rari d'Italia del Gambero Rosso, unica etichetta umbra della selezione. Lo produce Cantina Monte Vibiano, che coltiva 22 ettari di vigneto nella tenuta della famiglia Fasola Bologna a Marsciano, sui Colli Perugini. La selezione, presentata domenica 25 ottobre a Roma con la guida Vini d'Italia 2027, riunisce etichette di produzione limitata, alle quali i curatori riconoscono una qualità pari a quella dei Tre Bicchieri e un carattere distintivo legato all'origine, al metodo o alla storia.
Il riconoscimento arriva dopo i Tre Bicchieri assegnati al Fiommarino 2022, Sangiovese in purezza, nella guida 2025 e al Campo delle Api 2024, Grechetto da singolo vigneto, nella guida 2026. Già nell'edizione 2013 il Gambero Rosso aveva conferito a Monte Vibiano il Premio per la Viticoltura Sostenibile, oltre ai Tre Bicchieri a L’Andrea 2008, Colli Perugini Rosso. Un percorso costante, oggi sempre più orientato all'identità del territorio e ai vitigni tradizionali umbri, che affonda le radici nei primi del Novecento, quando il bisnonno dei proprietari portava il proprio vino fino a Parigi.
Fonte del Bosco racconta oggi un volto meno noto dell'Umbria centrale, che dagli anni Novanta si è affermata soprattutto con rossi di struttura e potenza. Sulle creste dei Colli Perugini, zona storicamente di bianchi, i suoli ricchi di calcare e scheletro danno vini eleganti, dal grado alcolico misurato e dall'acidità sostenuta. Un carattere che questo vino esprime con un vitigno umbro non originario di queste colline: il Trebbiano Spoletino, aromatico, complesso e dotato di un'acidità che ne sostiene l'evoluzione nel tempo.
La vigna è circondata dal bosco, dove si trova l'antica fonte d'acqua da cui prendono il nome il cru e il vino. Le viti hanno circa trent'anni: Monte Vibiano ha infatti piantato il Trebbiano Spoletino ben prima che il vitigno, rilanciato negli anni Duemila, iniziasse a diffondersi oltre l'area di Spoleto e Montefalco. La vegetazione circostante mantiene un microclima equilibrato, un vantaggio sempre più evidente nelle estati calde, mentre le acque sorgive sotterranee favoriscono la salubrità delle viti. I terreni, argilloso-calcarei con buona presenza di scheletro, si trovano tra i 280 e i 350 metri di altitudine.
Per anni le uve di questa vigna sono confluite in un blend con altre varietà; dalla vendemmia 2021 vengono vinificate separatamente e Fonte del Bosco entra a far parte della linea Le Vigne, dedicata ai cru aziendali. Vendemmia manuale in cassetta e pressatura soffice; in cantina, fermentazione spontanea in acciaio, sosta sulle fecce fini e almeno un anno di affinamento in bottiglia prima dell'uscita. Ne nasce un bianco dai profumi intensi ed eleganti, con note di agrumi, frutta matura e accenti minerali, dal sorso deciso e dinamico che unisce polpa, succo e profondità. Un vino pensato per il lungo invecchiamento.
Il bosco che circonda la vigna riflette le scelte dell'intera tenuta: dei 350 ettari, meno del 40% è coltivato e il resto è lasciato alla natura, a tutela della biodiversità. Oltre mezzo secolo fa sono stati piantati più di 10.000 alberi a protezione di vigneti e oliveti; nel 1998 è stato avviato il progetto 360 Green Revolution, per eliminare le emissioni da combustibili fossili. Nel 2009 Castello Monte Vibiano, la società di famiglia nota per il suo olio extravergine di oliva, è diventata la prima azienda agricola al mondo a ricevere la certificazione UNI ISO 14064 per una produzione a zero emissioni di CO2. Dalla vendemmia 2023 uve e vini sono certificati biologici. Molte famiglie del borgo lavorano in azienda e la cantina è affidata a un team del luogo, con la consulenza dell'enologo Valentino Ciarla.
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