Un portale del network Wine Idea. Scopri il mondo Wine idea

Allarme Coldiretti: se non compriamo più italiano....

  • 12/07/2013

L' ASSEMBLEA COLDIRETTI ha fatto emergere che se lo scaffale della Gdo non ha più prodotti italiani c'è una perdita di ben oltre 10 miliardi.

“Lo scaffale del made in Italy che non c'è
più”.  Coldiretti ha proposto all'Assemblea nazionale  un'idea di quanti marchi storici italiani siano passati in mani
straniere dall'inizio della crisi ad oggi.
Il presidente Coldiretti Sergio Marini ha detto: “Il passaggio di proprietà ha spesso significato
svuotamento finanziario delle società acquisite, delocalizzazione della produzione, chiusura di stabilimenti e perdita di occupazione. Per questo bisogna accelerare nella costruzione di una filiera agricola tutta italiana che veda direttamente protagonisti gli agricoltori per garantire il legame con il territorio”.

Esempi nel campo del vino?
La casa spumantistica Gancia acquistata nel 2011 al 70% dal magnate russo Rustam Tariko, e da ultimo l'azienda agricola Casanova – La Ripintura di Greve in Chianti (nel cuore della Docg Gallo Nero) comprata da un imprenditore di Hong Kong.

Ma nella lista ci sono anche
Orzo Bimbo, Parmalat, Galbani, Perugina per un fatturato di circa 10 miliardi di euro. E se è vero che otto italiani
su dieci cercano di riempire il carrello con prodotti italiani al 100% (dati Coldiretti) è allo stesso
tempo facile farsi trarre in inganno. Al di là di tutto gli investimenti sono indicazioni chiare dello stato di salute
dell'agroalimentare italiano. “È la dimostrazione di come nel mondo ci sia fame d'Italia” ha ribadito lo stesso Marini “con una drammatica escalation, purtroppo, nella perdita del nostro patrimonio”. Se, infatti, gli stranieri decidono di investire nell'agroalimentare
italiano, è perché si tratta di un settore che sta bene e che nel tempo ha saputo conquistare un'immagine
di sicurezza, tipicità e qualità. Lo dimostrano anche i dati dell'export: nel 2003 si è toccato il record di 34 miliardi
di euro di cibo italiano esportato, soprattutto in Africa (+31% rispetto allo scorso anno), nei Paesi Asiatici (+13%) e
in America (+9% ). Debole, invece la crescita in Europa dove non si va oltre il 3%. E se l'ortofrutta è il prodotto più
esportato (+7%), il vino è che quello che cresce di più (+10%). Oltretutto secondo la Coldiretti all'Italia va il primato
della sicurezza alimentare con il minor numero (solo 0,3%) di prodotti agroalimentari con residui chimici oltre il limite
consentito. La media di irregolarità europea è 1,5%, quella extracomunitaria 7,9%.


© RIPRODUZIONE RISERVATA
12/07/2013
Redattore: Redazione Vinievino.com

COMMENTI

PER INSERIRE UN COMMENTO DEVI ESSERE REGISTRATO


Non sono stati scritti ancora commenti su Allarme Coldiretti: se non compriamo più italiano..... Scrivi tu il primo commento su Allarme Coldiretti: se non compriamo più italiano....

IT EN