A Verona il ministro dell’Ambiente Clini ha presentato un progetto pilota per misurare l'impatto della filiera del vino italiano sull’ambiente.
Chi lo adotterà potrà fregiarsi di un logo di certificazione che promuova il vino ecosostenibile al consumatore.
«La nostra vitivinicoltura ha molte peculiarità – ha detto il ministro Corrado Clini - I produttori sono custodi del territorio e del paesaggio ed è questo il messaggio che cercheremo di veicolare quando presenteremo il progetto italiano per la sostenibilità della vitivinicoltura italiana al Forum dello sviluppo sostenibile di Rio de Janeiro a giugno ».
Le linee generali del progetto sono state presentate agli operatori durante un convegno al Vinitaly: obiettivo fondamentale creare una tecnologia di calcolo della sostenibilità ambientale della filiera vino italiana a partire dal computo del water&carbon footprint, cioè la misura dell'impatto che la produzione di vino ha sull'ambiente in termini di utilizzo di acqua e di produzione gas serra.
Sul progetto si sta lavorando dal luglio 2011 e per ora coinvolge: Gancia, Masi, Antinori, Tasca d’Almerita, Michele Chiarlo, Mastroberardino, Planeta, Venica&Venica e Monte Vibiano.
In futuro le cantine che lo useranno potranno sfruttarlo anche in termini di marketing mettendo un logo che segnala lo consumatore.
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