I dati emersi nella settimana dal 15 al 19 giugno 2026 confermano che il mercato non sta attraversando una crisi temporanea, ma un cambiamento strutturale che coinvolge consumi, export, produzione e modelli di business.
Consumi e imbottigliamenti in calo
Dopo la crescita registrata negli anni successivi alla pandemia, il 2025 ha segnato una riduzione degli imbottigliamenti del 2,1%, seguita da un ulteriore calo del 5,4% nei primi cinque mesi del 2026.
I consumatori stanno modificando le proprie abitudini e il mercato premia sempre più i prodotti ad alto valore aggiunto:
In difficoltà invece:
La domanda si orienta verso vini più freschi, più versatili e maggiormente collegati all'esperienza di consumo.
Export ancora sotto pressione
Nel primo trimestre 2026 l'export italiano del vino si è attestato a:
Le maggiori difficoltà arrivano dai mercati tradizionali:
L'effetto combinato di dazi, inflazione, tensioni geopolitiche e rallentamento economico continua a pesare sulle esportazioni italiane.
Tuttavia marzo 2026 ha mostrato i primi segnali di stabilizzazione, lasciando intravedere una possibile inversione di tendenza nella seconda parte dell'anno.
Mercati che offrono nuove opportunità
Non tutti i mercati stanno rallentando.
I segnali più interessanti arrivano da:
Particolarmente significativa la Cina, dove diminuiscono i volumi ma cresce il segmento premium. I consumatori cinesi acquistano meno vino ma sono disposti a spendere di più per prodotti di qualità, marchi riconoscibili e denominazioni prestigiose.
Per il vino italiano questo significa puntare maggiormente su:
Giacenze ancora elevate
Le scorte di vino italiane rimangono superiori ai livelli normali.
Al 31 maggio 2026 risultano presenti:
Le giacenze rappresentano ancora oltre una vendemmia media nazionale e continuano a esercitare pressione sui prezzi e sulla redditività della filiera.
Il Prosecco DOC da solo rappresenta oltre il 10% delle scorte nazionali.
Il dibattito della filiera: produrre meno o vendere di più?
Il confronto tra organizzazioni di categoria, consorzi e istituzioni ruota attorno a due strategie principali:
Ridurre l'offerta
Far crescere la domanda
La soluzione più probabile sarà una combinazione equilibrata delle due strategie.
Enoturismo: il vero motore di crescita
Mentre il vino rallenta, l'enoturismo continua a crescere.
Nel 2025 in Italia ha generato:
pari a circa il 21% del fatturato medio delle aziende coinvolte.
A livello mondiale il turismo del vino dovrebbe raggiungere:
con una crescita media annua superiore al 13%.
Per molte cantine l'enoturismo sta diventando una fonte di reddito strategica e complementare alla vendita del vino.
Cambiano i consumatori
Le ricerche internazionali confermano una tendenza ormai consolidata:
Entro il 2035 il consumo mondiale di vino potrebbe diminuire del 14%, mentre la crescita si sposterà verso nuovi mercati come India, Sud America e alcune aree dell'Asia.
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