Dopo anni di crescita sostenuta, sostenuta da export, turismo enogastronomico e forte interesse internazionale, il 2025–inizio 2026 segna un cambio di passo: valori fondiari in calo, vendite di vino in rallentamento e maggiore selettività degli investitori.
Ma come spesso accade nei mercati maturi, è proprio nei momenti di incertezza che si creano le migliori opportunità.
Prezzi dei vigneti in calo: cosa sta succedendo davvero
Negli ultimi mesi si registra un dato chiaro:
Questo non significa crisi strutturale. Significa fine della fase speculativa e ritorno a un mercato più razionale.
Valore medio dei vigneti in Italia: i dati aggiornati
Secondo le più recenti analisi di mercato fondiario:
Oggi il valore non è più “quanto costa un ettaro”, ma dove si trova, cosa produce e che modello di business consente.
Perché i vigneti restano un asset strategico
Il vigneto italiano non è solo terra agricola. È:
In un contesto di inflazione, volatilità finanziaria e asset immateriali instabili, il vigneto di qualità rimane un bene reale, identitario e difendibile.
Le principali zone vinicole italiane e il loro potenziale di investimento
Abruzzo e Molise – Montepulciano e Trebbiano
Aree con prezzi ancora accessibili, buona resa agronomica e margini di crescita per chi punta su qualità, biologico e trasformazione diretta.
Langhe, Roero e Monferrato
Zona UNESCO, valori elevatissimi per Barolo e Barbaresco.
Mercato selettivo, ma altissima stabilità nel tempo.
Bolgheri
Territorio simbolo del vino italiano moderno.
Prezzi alti, ma brand territoriale globale.
Collio Friulano
Vigneti collinari, bianchi di qualità, forte interesse estero.
Ottimo equilibrio tra prezzo e valore potenziale.
Conegliano Valdobbiadene – Asolo – Prosecco
Il Prosecco resta una locomotiva, ma il mercato distingue sempre di più:
Franciacorta
Metodo classico italiano.
Vigneti con forte componente immobiliare e turistica.
Gavi
Bianco storico, mercati stabili, adatto a operazioni industriali di integrazione.
Lazio – Frascati
Area in rivalutazione.
Prezzi contenuti, vicinanza a Roma, forte potenziale enoturistico.
Montefalco
Sagrantino come vino-nicchia di alta identità.
Mercato piccolo, ma molto coerente.
Puglia
Primitivo e Negroamaro.
Valori fondiari ancora competitivi, forte domanda internazionale.
Sicilia
Grande isola, grandi differenze.
Etna in forte crescita, altre zone ancora sottovalutate.
Trentino-Alto Adige
Tra i vigneti più cari d’Italia.
Qualità, precisione, mercati premium.
Valpolicella
Amarone sotto pressione oggi, ma resta un brand mondiale.
Momento interessante per acquisizioni selettive.
Valtellina
Viticoltura eroica, Nebbiolo alpino.
Produzioni limitate, forte identità.
Verdicchio – Marche
Bianco in forte rivalutazione qualitativa.
Prezzi ancora interessanti per investitori lungimiranti.
Perché oggi investire nei vigneti italiani ha senso
1. Prezzi più razionali
Il mercato si sta riallineando.
Chi entra oggi compra meglio di chi ha comprato 3–5 anni fa.
2. Selezione naturale
Escono dal mercato gli operatori improvvisati.
Rimangono i progetti solidi e gli investitori consapevoli.
3. Integrazione dei servizi
Il valore oggi non è solo nella bottiglia:
Un vigneto senza modello di business è terra.
Un vigneto integrato è impresa agricola ad alto valore.
Conclusione: non è una crisi, è un cambio di fase
Il mercato dei vigneti italiani non sta crollando.
Sta maturando.
Per chi sa leggere:
questo è uno dei momenti più interessanti degli ultimi 15 anni per investire.
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