Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto-legge energia–bollette, che interviene in modo significativo sul comparto agricolo del biogas e del biometano. Accanto alle misure di contenimento dei costi energetici, condivise dai produttori, il provvedimento introduce una riorganizzazione dei Prezzi Minimi Garantiti che, secondo il Consorzio Monviso Agroenergia, rischia di penalizzare il settore primario e di compromettere la sostenibilità economica di numerosi impianti agricoli, con ricadute sulle filiere agroalimentari e sui territori rurali.
A livello nazionale il biogas agricolo elettrico conta 1.800 impianti di biogas elettrico agricolo, confermandosi asse portante della produzione italiana da biogas. In Piemonte oggi operano circa 250 impianti. Si tratta di una rete strettamente integrata con le aziende agricole e zootecniche, che rappresenta un presidio energetico e ambientale per le aree rurali.
“Il biogas agricolo non è un costo per il sistema Paese, ma un presidio ambientale ed economico”, dichiara Sebastiano Villosio, presidente del Consorzio Monviso Agroenergia. “Le nostre aziende – aggiunge Villosio – hanno investito con visione e responsabilità, contribuendo alla gestione sostenibile degli effluenti zootecnici, alla produzione di energia rinnovabile programmabile e al rafforzamento delle filiere agroalimentari. Servono regole chiare, tempi certi e un trattamento adeguato. Non si può subordinare la continuità produttiva a una riconversione a biometano le cui condizioni non sono ancora definite”.
Il Consorzio sostiene lo sviluppo del biometano dove esistano condizioni tecniche ed economiche adeguate, ma evidenzia come, per molte realtà agricole – per taglia degli impianti, distanza dalle reti gas, valorizzazione del calore e autoconsumo aziendale – la produzione elettrica da biogas rappresenti la soluzione più efficiente ed equilibrata.
“Senza correttivi – prosegue Villosio – il rischio è la dismissione di impianti e la perdita di un patrimonio produttivo costruito in anni di lavoro. Sarebbe un arretramento per la transizione ecologica e per l’autonomia energetica nazionale. Il Parlamento intervenga in sede di conversione per eliminare l’obbligo di riconversione in assenza di un quadro di sostegno definito, superare il limite penalizzante alle ore di funzionamento e garantire una dotazione finanziaria coerente con il fabbisogno reale del settore”.
Monviso Agroenergia conferma la disponibilità a collaborare con le istituzioni per migliorare il testo del decreto e rafforzare un modello di economia circolare che sostiene agricoltura, ambiente e sicurezza energetica del Paese
Chi è il Consorzio Monviso Agroenergia
Il Consorzio Monviso Agroenergia (CMA) rappresenta una delle principali realtà associative italiane nel settore delle agroenergie. Riunisce circa 226 impianti di produzione di biogas e coinvolge direttamente più di 460 aziende agricole con partecipazione societaria, oltre a 450 allevamenti soci fornitori di reflui zootecnici.
Fanno parte della rete anche 470 aziende agricole inserite nei gruppi di certificazione e 1.340 agricoltori fornitori di biomasse vegetali. Nel complesso la filiera collegata al Consorzio interessa 2.260 aziende agricole: un sistema integrato che unisce produzione energetica rinnovabile, gestione sostenibile dei reflui e valorizzazione delle biomasse agricole.
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