La Fondazione Masi è lieta di annunciare i vincitori della 44ª edizione del Premio Masi, che dal 1981 celebra personalità nazionali e internazionali altamente rappresentative di civiltà e cultura festeggiandole nel cuore della Valpolicella.
Il Premio Civiltà Veneta 2025 è conferito a tre figure emblematiche:
Il Premio Internazionale Civiltà del Vino viene assegnato a:
Il Grosso D’Oro Veneziano è conferito a:
‘Progresso e conflitti: paradossi del presente’ è il fil rouge dell’edizione 2025 scelto in considerazione delle straordinarie accelerazioni tecnologiche riscontrabili oggi in contrappunto con crisi globali, disuguaglianze, guerre e lacerazioni culturali. Il Premio Masi riflette su questi paradossi, selezionando figure che da diversi ambiti – industriale, artistico, letterario, scientifico e sociopolitico – sono in grado di offrire chiavi di lettura critiche del nostro presente.
“Viviamo un’epoca di straordinario potenziale ma anche di grandi contraddizioni”, afferma Isabella Bossi Fedrigotti, presidente della Fondazione Masi. “Tecnologia, intelligenza artificiale, conoscenze scientifiche avanzate ci offrono possibilità senza precedenti per migliorare la condizione umana. Eppure, a fronte di questo progresso, assistiamo a un aumento dei conflitti, alla crisi dei valori, al ritorno di disuguaglianze che pensavamo superate. Con il Premio Masi quest’anno vogliamo dare spazio a figure che, con la loro visione e la loro opera, ci aiutino a leggere questa complessità. Personalità capaci di trasformare il sapere in responsabilità, e la conoscenza in strumento di dialogo, civiltà e coesione”.
“Nel contrasto tra innovazione e conflitto, la cultura ci è di orientamento”, dichiara Sandro Boscaini, vicepresidente della Fondazione Masi e presidente di Masi Agricola. “Non possiamo considerare il progresso solo in termini di innovazione tecnica. Il vero progresso è quello che si mette al servizio dell’uomo e della sua dignità. Anche il vino, in questa visione, assume un valore simbolico: frutto di una cultura millenaria, del rispetto per la terra e dell’armonia con il paesaggio, ci parla di relazioni, di identità e di tempo. In questo senso, la vitivinicoltura continua a rappresentare in concreto, anche in questo momento di difficoltà e profonda incertezza, una civiltà che concilia sviluppo, rapporti umani e senso estetico”.
Marco Vigevani, segretario generale della Fondazione Masi, commenta: “I vincitori di questa edizione del Premio non si limitano a eccellere nei propri ambiti: offrono letture profonde della realtà, sollevano questioni essenziali e propongono modelli concreti di azione. È anche un modo per affermare che il progresso, per essere davvero tale, deve orientarsi verso un bene collettivo, inclusivo e condiviso. Emblematica, in questo senso, è la figura di Gilles Kepel, vincitore del Grosso D’Oro Veneziano. Da anni decifra con rigore le dinamiche del radicalismo e della crisi del Mediterraneo. Il suo impegno nel promuovere il dialogo tra culture e civiltà ci richiama alla responsabilità di comprendere a fondo i motivi di conflitto, rispettando le differenze per trasformare le difficoltà in occasione di crescita, coesione e pace”.
Venerdì 24 ottobre 2025, dopo la firma sulla Botte di Amarone, simbolo del premio, presso le storiche cantine Masi, la cerimonia di premiazione continuerà nel nuovo complesso polifunzionale Monteleone21 a Gargagnago di Valpolicella. L'evento sarà arricchito da un momento di riflessione e confronto tra i premiati, moderato dal giornalista Alessandro Milan.
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