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Il settore vitivinicolo italiano tra crisi strutturale e nuovi modelli di crescita.

. La diminuzione dei consumi mondiali, il rallentamento dell'export, l'aumento delle giacenze e la pressione sui prezzi stanno modificando gli equilibri dell'intera filiera.

All'interno del settore emergono però due realtà molto diverse.

Da una parte vi sono molte denominazioni che stanno affrontando una situazione di eccesso produttivo e chiedono misure di contenimento dell'offerta; dall'altra il Sistema Prosecco continua a crescere, confermando una capacità di adattamento superiore rispetto al resto del comparto.

Federvini e UIV: due strategie per affrontare la crisi

Il confronto aperto al Tavolo di Filiera del Ministero dell'Agricoltura evidenzia due approcci differenti.

Unione Italiana Vini (UIV)

Secondo UIV è necessario intervenire principalmente sull'offerta attraverso:

  • riduzione del potenziale produttivo;
  • limitazione dei nuovi impianti;
  • gestione delle rese;
  • prevenzione delle eccedenze;
  • eventuale ricorso alla distillazione di crisi.

L'obiettivo è riportare rapidamente equilibrio tra domanda e produzione.

Federvini

Federvini propone invece una strategia diversa.

Secondo il presidente Piero Mastroberardino la competitività futura non dipenderà tanto dal produrre meno, quanto dal creare maggiore valore attraverso:

  • promozione internazionale;
  • comunicazione istituzionale;
  • valorizzazione della cultura del vino;
  • investimenti sui mercati esteri;
  • rafforzamento del posizionamento del Made in Italy.

La filosofia è semplice:

limitare la produzione senza rilanciare la domanda rischia di spostare il problema senza risolverlo.

I numeri della crisi

L'attuale scenario fotografa un mercato più difficile rispetto agli anni precedenti.

Tra gli elementi principali:

  • export italiano in diminuzione;
  • vendite nella GDO in calo;
  • oltre 53 milioni di ettolitri di giacenze;
  • aumento dei declassamenti da DOC e IGP;
  • riduzione del valore economico della produzione.

Secondo l'OIV il consumo mondiale continua infatti a diminuire per effetto di:

  • inflazione;
  • cambiamento degli stili di vita;
  • maggiore attenzione alla salute;
  • rallentamento dei consumi negli Stati Uniti.

Il Prosecco rappresenta l'eccezione

Mentre gran parte delle denominazioni italiane affronta una fase di rallentamento, il Sistema Prosecco continua a mostrare segnali positivi.

I principali fattori che sostengono questa crescita sono:

  • oltre 660 milioni di bottiglie certificate;
  • oltre l'80% destinato all'export;
  • forte presenza nei mercati internazionali;
  • capacità di intercettare nuovi consumatori;
  • leadership mondiale negli spumanti.

Secondo Franco Passador (Vi.V.O. Cantine), il successo deriva da un equilibrio costruito negli anni tra:

  • organizzazione della filiera;
  • programmazione produttiva;
  • presenza internazionale;
  • capacità di governare l'offerta.

Il "Sistema Prosecco" guarda avanti

Durante il convegno organizzato da CIA Agricoltori Italiani a Conegliano è emersa una visione molto diversa rispetto al resto del comparto.

Qui non si parla di ridurre la produzione, ma di:

  • programmare la crescita;
  • mantenere il valore;
  • governare intelligentemente il mercato;
  • redistribuire meglio la redditività lungo la filiera.

I tre Consorzi (Prosecco DOC, Conegliano Valdobbiadene DOCG e Asolo DOCG) condividono infatti una gestione basata sulla regolazione dell'offerta e non su interventi emergenziali.

La vera sfida sarà creare redditività

Uno dei temi più importanti emersi riguarda la redditività delle aziende agricole.

Secondo CIA Treviso e ISMEA non basta creare valore commerciale.

Occorre che questo valore arrivi anche ai viticoltori.

Per questo è stata proposta la creazione di un osservatorio permanente sui costi di produzione e sulla redditività reale delle aziende.

Il vino No e Low Alcohol continua a crescere

Un altro trend destinato a influenzare il mercato riguarda il segmento No e Low Alcohol.

Secondo IWSR:

  • cresce il consumo nei principali mercati mondiali;
  • i Millennial rappresentano oggi il principale gruppo di acquirenti;
  • aumenta rapidamente anche la presenza della Generazione Z;
  • la moderazione nei consumi diventa una scelta stabile e non più occasionale.

Il fenomeno non sostituisce il vino tradizionale ma amplia le occasioni di consumo.

Prezzi al ristorante: serve un nuovo modello

Riccardo Ricci Curbastro propone di superare il tradizionale sistema dei ricarichi.

L'idea consiste nel sostituire il moltiplicatore sul prezzo della bottiglia con un margine fisso che remuneri il servizio.

Secondo questa impostazione:

  • il consumatore percepisce maggiore trasparenza;
  • aumenta la competitività della ristorazione;
  • il vino diventa più accessibile soprattutto ai giovani.

Export europeo

I dati della Commissione Europea mostrano un quadro meno negativo rispetto alle attese.

Le esportazioni agroalimentari dell'Unione Europea risultano leggermente in calo, ma la riduzione delle importazioni ha migliorato il saldo commerciale.

Il vino rimane tra i principali prodotti esportati e continua a rappresentare uno dei maggiori contributori della bilancia commerciale europea.

Export DOP: il Prosecco resta leader

Il report Nomisma Wine Monitor conferma un rallentamento generale delle esportazioni dei vini DOP italiani.

Tra le denominazioni che mostrano maggiore resilienza troviamo:

  • Prosecco;
  • Asti Spumante;
  • bianchi siciliani;
  • bianchi toscani;
  • rossi piemontesi.

La Francia continua a mantenere la leadership mondiale in valore, mentre la Spagna attraversa una fase più difficile.

Dove il vigneto genera più reddito

Secondo uno studio dell'American Association of Wine Economists:

  1. Champagne
  2. Alto Adige
  3. Valle d'Aosta
  4. Borgogna
  5. Liguria

Tra le regioni italiane figurano anche:

  • Piemonte;
  • Toscana;
  • Veneto;
  • Friuli Venezia Giulia.

Lo studio conferma come il valore prodotto da un ettaro di vigneto dipenda molto più dal posizionamento qualitativo che dai volumi.

Le prospettive

Il settore entra in una nuova fase.

Le parole chiave saranno:

  • valore;
  • identità territoriale;
  • sostenibilità;
  • enoturismo;
  • innovazione;
  • reputazione;
  • internazionalizzazione.

Il mercato premierà sempre meno chi produce grandi quantità e sempre più chi saprà costruire un marchio forte, un territorio riconoscibile e un'esperienza distintiva.

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07/08/2026
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