. La diminuzione dei consumi mondiali, il rallentamento dell'export, l'aumento delle giacenze e la pressione sui prezzi stanno modificando gli equilibri dell'intera filiera.
All'interno del settore emergono però due realtà molto diverse.
Da una parte vi sono molte denominazioni che stanno affrontando una situazione di eccesso produttivo e chiedono misure di contenimento dell'offerta; dall'altra il Sistema Prosecco continua a crescere, confermando una capacità di adattamento superiore rispetto al resto del comparto.
Federvini e UIV: due strategie per affrontare la crisi
Il confronto aperto al Tavolo di Filiera del Ministero dell'Agricoltura evidenzia due approcci differenti.
Unione Italiana Vini (UIV)
Secondo UIV è necessario intervenire principalmente sull'offerta attraverso:
L'obiettivo è riportare rapidamente equilibrio tra domanda e produzione.
Federvini
Federvini propone invece una strategia diversa.
Secondo il presidente Piero Mastroberardino la competitività futura non dipenderà tanto dal produrre meno, quanto dal creare maggiore valore attraverso:
La filosofia è semplice:
limitare la produzione senza rilanciare la domanda rischia di spostare il problema senza risolverlo.
I numeri della crisi
L'attuale scenario fotografa un mercato più difficile rispetto agli anni precedenti.
Tra gli elementi principali:
Secondo l'OIV il consumo mondiale continua infatti a diminuire per effetto di:
Il Prosecco rappresenta l'eccezione
Mentre gran parte delle denominazioni italiane affronta una fase di rallentamento, il Sistema Prosecco continua a mostrare segnali positivi.
I principali fattori che sostengono questa crescita sono:
Secondo Franco Passador (Vi.V.O. Cantine), il successo deriva da un equilibrio costruito negli anni tra:
Il "Sistema Prosecco" guarda avanti
Durante il convegno organizzato da CIA Agricoltori Italiani a Conegliano è emersa una visione molto diversa rispetto al resto del comparto.
Qui non si parla di ridurre la produzione, ma di:
I tre Consorzi (Prosecco DOC, Conegliano Valdobbiadene DOCG e Asolo DOCG) condividono infatti una gestione basata sulla regolazione dell'offerta e non su interventi emergenziali.
La vera sfida sarà creare redditività
Uno dei temi più importanti emersi riguarda la redditività delle aziende agricole.
Secondo CIA Treviso e ISMEA non basta creare valore commerciale.
Occorre che questo valore arrivi anche ai viticoltori.
Per questo è stata proposta la creazione di un osservatorio permanente sui costi di produzione e sulla redditività reale delle aziende.
Il vino No e Low Alcohol continua a crescere
Un altro trend destinato a influenzare il mercato riguarda il segmento No e Low Alcohol.
Secondo IWSR:
Il fenomeno non sostituisce il vino tradizionale ma amplia le occasioni di consumo.
Prezzi al ristorante: serve un nuovo modello
Riccardo Ricci Curbastro propone di superare il tradizionale sistema dei ricarichi.
L'idea consiste nel sostituire il moltiplicatore sul prezzo della bottiglia con un margine fisso che remuneri il servizio.
Secondo questa impostazione:
Export europeo
I dati della Commissione Europea mostrano un quadro meno negativo rispetto alle attese.
Le esportazioni agroalimentari dell'Unione Europea risultano leggermente in calo, ma la riduzione delle importazioni ha migliorato il saldo commerciale.
Il vino rimane tra i principali prodotti esportati e continua a rappresentare uno dei maggiori contributori della bilancia commerciale europea.
Export DOP: il Prosecco resta leader
Il report Nomisma Wine Monitor conferma un rallentamento generale delle esportazioni dei vini DOP italiani.
Tra le denominazioni che mostrano maggiore resilienza troviamo:
La Francia continua a mantenere la leadership mondiale in valore, mentre la Spagna attraversa una fase più difficile.
Dove il vigneto genera più reddito
Secondo uno studio dell'American Association of Wine Economists:
Tra le regioni italiane figurano anche:
Lo studio conferma come il valore prodotto da un ettaro di vigneto dipenda molto più dal posizionamento qualitativo che dai volumi.
Le prospettive
Il settore entra in una nuova fase.
Le parole chiave saranno:
Il mercato premierà sempre meno chi produce grandi quantità e sempre più chi saprà costruire un marchio forte, un territorio riconoscibile e un'esperienza distintiva.
31/07/2026
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