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Dalla gestione della chioma alla salute del suolo: una panoramica su come le cantine italiane stanno ripensando il lavoro in vigna.

Un quadro tutt'altro che uniforme, che conferma quanto le risposte al cambiamento climatico dipendano ormai da scelte molto specifiche, dalla gestione della parete fogliare alla selezione dei portainnesti fino, per alcuni produttori, all'investimento sul fattore umano. 

Dodici cantine, da Nord a Sud, isole comprese, raccontano la vendemmia 2026 rispondendo alle stesse tre domande, componendo un racconto corale fatto di punti di vista distanti geograficamente ma accomunati dalla stessa urgenza: capire come continuare a fare vino in un clima che cambia.
Le domande sono tre: 1. Quali sono i tre aggettivi con cui definireste la vendemmia 2026? 2. C'è stata una scelta in vigna, presa per la prima volta quest'anno, che pensate di ripetere anche nei prossimi anni? 3. Guardando al medio periodo, cinque o dieci anni, su cosa si dovrà investire maggiormente nel vostro territorio dal punto di vista della vigna?

Meroi (Friuli-Venezia Giulia, Colli Orientali del Friuli) | Mirko Degan, enologo 

1. Tre aggettivi 
Anticipata (mai in passato la vendemmia era iniziata il 18 agosto), scarsa sia come quantità sia come qualità, secca: la mancanza d'acqua unita al caldo ha portato a una perdita importante. 

2. La scelta in vigna 
Non ci sono state particolari decisioni prese quest'anno: ormai siamo abituati ad annate sempre più calde e in parte sappiamo già come affrontarle. 

3. Investimenti nei prossimi 5-10 anni
Si dovrà investire soprattutto sull'approvvigionamento idrico e su tecniche di gestione della chioma che favoriscano l'ombreggiamento, oltre che su uno studio approfondito di portainnesti, densità d'impianto e varietà più adatte ai climi caldi. Visto il comportamento di quest'anno, la Ribolla è una varietà su cui puntare.  

L'Antica Quercia (Veneto, Conegliano) | Claudio Francavilla, produttore 

1. Tre aggettivi 
Anticipata, calda, rapida. 

2. La scelta in vigna 
Abbiamo montato le reti antigrandine su una piccola parcella di vigneto. Quest'anno fortunatamente non ci sono servite, ma pensiamo sia una scelta da estendere anche ad altri appezzamenti pregiati, dopo i danni da grandine subiti negli ultimi anni. 

3. Investimenti nei prossimi 5-10 anni 
Abbiamo già cominciato da diversi anni a investire su un progetto di selezione massale da vecchie viti di oltre 70 anni, per poter gestire in futuro le fallanze diversificando i cloni e potenziando la genetica del vigneto. 

Musella (Veneto, Valpolicella) | Maddalena Pasqua di Bisceglie, produttrice 

1. Tre aggettivi 
Straordinaria, veloce e pulita. 

2. La scelta in vigna
Abbiamo lasciato l'erba sempre più alta e aumentato il numero di varietà. 

3. Investimenti nei prossimi 5-10 anni 
Nel medio periodo bisognerà avere il coraggio di espiantare le vigne piantate in luoghi non adatti, che con il cambiamento climatico faticano sempre di più, ed aumentare la superficie coltivata a biologico.

Fattoria Sardi (Toscana, Lucca) | Mina Samouti, produttrice

1. Tre aggettivi
Nella nostra zona non abbiamo avuto particolari stress idrici, ma giornate con temperature diurne e notturne molto elevate. Direi quindi: tropicale per il clima, equilibrata per la quantità, buona per la qualità. 

2. La scelta in vigna 
Durante l'estate abbiamo mantenuto il suolo lavorato sotto la fila e tra i filari, abbiamo cimato pochissimo per garantire un'ombreggiatura parziale di chioma e grappoli e abbiamo fatto più passaggi di raccolta nello stesso vigneto, per equilibrare la maturazione tecnologica (zuccheri/acidità) e quella enologica (aromatica/polifenolica). 

3. Investimenti nei prossimi 5-10 anni 
Sarà fondamentale investire nella gestione dell'acqua, sia a livello aziendale sia di comunità, in sistemi di impianto che mantengano zone d'ombra su chioma e grappoli e in una nuova ampelografia, in termini di varietà e cloni.

Podere Mastrilli (Toscana, Impruneta) | Adriano Zago, produttore 

1. Tre aggettivi/parole
Mi vengono in mente tre parole: Šostakovič, Alice e buona. Šostakovič, perché ha saputo rompere i paradigmi e trovare nuove forme espressive: questa vendemmia ci ha insegnato che si può arrivare al risultato cambiando molte delle abitudini consolidate. Alice, perché è stata una vendemmia delle meraviglie, piena di imprevisti: nonostante un'annata estremamente calda, grazie all'acqua abbondante fino a maggio e giugno le uve sono arrivate mature ed equilibrate. Infine buona, forse più che buona, per quantità, qualità, gestione della vendemmia ed evoluzione delle fermentazioni.  

2. La scelta in vigna 
Parlerei di un insieme di pratiche che sviluppiamo da alcuni anni e che nel 2026 si sono rivelate decisive: la gestione delle pareti fogliari, per ombreggiare e proteggere i grappoli, e quella dei cotici erbosi, che proteggono il suolo da evaporazione e calore eccessivo. La vera sfida resta sviluppare vigneti e sistemi di gestione capaci di adattarsi rapidamente a condizioni estreme e molto diverse tra loro.  

3. Investimenti nei prossimi 5-10 anni 
Accanto all'evoluzione tecnica degli ultimi anni, il prossimo passo è investire sul fattore umano: serve un team pronto, reattivo e motivato, capace di prendere decisioni e lavorare bene insieme, con una gestione delle persone professionale e strutturata. In un futuro sempre più orientato all'intelligenza artificiale, l'altra grande frontiera per le aziende agricole saranno l'intelligenza emotiva e l'umanità.  

Iviti Winery (Toscana, Cortona) | Luca Viti, produttore 

1. Tre aggettivi
Asimmetrica, precoce e con un'eccellente sanità delle uve. 

2. La scelta in vigna 
Cerchiamo già da alcuni anni di mantenere il vigneto in equilibrio in ogni fase, dalla potatura alla selezione del verde, per questo non abbiamo introdotto scelte nuove in questa vendemmia. 

3. Investimenti nei prossimi 5-10 anni 
Si dovrà investire su una gestione più accurata dei suoli, intervenendo quando serve e con attrezzature adeguate. Sui vigneti, l'obiettivo sarà adattare al meglio l'allevamento della vite ai cambiamenti stagionali, lavorando sia sulla potatura secca che su quella verde. Infine, sarà importante concentrarsi maggiormente sulla gestione della parete fogliare. 

Avignonesi (Toscana, Montepulciano) | Alessio Gorini, Chief Operating Officer 

1. Tre aggettivi 
Spiazzante, contraddittoria, selettiva. Spiazzante perché ci ha obbligato più volte a rimettere in discussione quello che sembrava evidente. Contraddittoria perché, in un'annata partita con grande anticipo e segnata da settimane di caldo intenso, siamo arrivati ad aspettare il fresco per alcune parcelle, lasciando del Merlot in pianta fino alla seconda metà di settembre. Selettiva perché non è esistita una decisione valida per tutti i vigneti: ogni parcella ha richiesto una lettura propria. 

2. La scelta in vigna
Abbiamo lasciato del Merlot in pianta fino al 22 settembre, una scelta piuttosto azzardata legata soprattutto ai fondovalle più vigorosi. La lezione per gli anni futuri non è “raccogliere più tardi”, ma non dare più nulla per scontato e mantenere aperte più possibilità fino all'ultimo, leggendo continuamente la vigna. 

3. Investimenti nei prossimi 5-10 anni 
Bisognerà ripensare l'architettura della chioma, perché lo stress da calore, tra scottature e appassimenti, è sempre più una delle principali cause di perdita produttiva. Il lavoro vero va fatto in vigneto, su parete vegetativa, esposizione dei grappoli e superficie fogliare. Andranno studiati anche i portainnesti, soprattutto nei nuovi impianti, ma con pragmatismo: non si possono estirpare vigneti di vent'anni solo perché oggi esistono materiali potenzialmente più adatti. Conta anche il patrimonio delle varietà autoctone, che in un clima più caldo potrebbero offrire freschezza, acidità e identità.

 

 

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23/09/2026
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