Si è conclusa con un risultato straordinario l'edizione 2026 di AgriBiogas, il convegno annuale del Consorzio Monviso Agroenergia (CMA) dedicato alla filiera agricola del biogas e del biometano. Più di 800 presenze, 400 imprenditori agricoli, 200 aziende di settore e 26 interventi tecnici e istituzionali di alto profilo hanno animato una giornata densa di contenuti e, soprattutto, di risposte concrete.
Il messaggio emerso con chiarezza dalla giornata è uno solo: avanti con il biometano agricolo, senza lasciare indietro nessuno.
La giornata si è aperta con gli apprezzati saluti del Ministro Gilberto Pichetto Fratin, del Presidente della Regione Cirio, del senatore Bergesio (Commissione agricoltura del Senato) e del Presidente del CMA Villosio.
Il quadro energetico nazionale presenta elementi di fragilità
Il fisico e divulgatore Luca Romano — "L'Avvocato dell'Atomo" — ha introdotto i lavori con un intervento di carattere generale, offrendo uno sguardo lucido e controcorrente sul sistema energetico nazionale: fragile, dipendente dall'estero, con una rete elettrica che ha bisogno proprio di quella programmabilità che ad oggi biogas contribuisce a garantire. L’uso del biometano per gli hard to abate rappresenta il miglior contributo della filiera agricola al sistema energetico nazionale.
L'annuncio del MASE: il nuovo decreto biometano arriverà con orizzonte un anno
Il momento più atteso della giornata è stato l'intervento di Giovanni Perrella, della Segreteria Tecnica del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), riferimento istituzionale del Ministero per il settore biometano. Perrella ha tracciato con chiarezza la direzione del Governo: il MASE sta lavorando al nuovo decreto biometano post-PNRR con l'obiettivo di raggiungere i target del PNIEC, e un orizzonte di pubblicazione nell'arco di un anno è ragionevole. Sul tema cruciale della sostenibilità ambientale, ha confermato che verranno applicate le soglie previste dalla normativa UE: l'obbligo di certificazione si applicherà solo agli impianti con capacità superiore ai 210 Sm³/h, escludendo molti impianti agricoli di piccola taglia. «Il biometano sarà in ogni caso più remunerativo rispetto alla produzione elettrica» ha affermato, aggiungendo la frase che più ha colpito la platea: “Nessun impianto sarà lasciato indietro. Guardiamo con ottimismo e positività al futuro”.
Il punto sul PNRR e le reti
Federico Mandolini del GSE ha confermato che il PNRR biometano è a buon punto: quasi 400 impianti hanno avviato i lavori, un centinaio li ha già completati, e la graduatoria del Decreto Pratiche Ecologiche sarà pubblicata la settimana prossima. Valeria Vignolo di Italgas ha sottolineato il ruolo essenziale delle reti di distribuzione e l'impegno degli operatori ad eliminare i colli di bottiglia nelle connessioni, accogliendo positivamente la nuova ripartizione dei costi a prevalente carico del sistema.
La voce del settore e della politica
Andrea Chiabrando del CMA ha illustrato i numeri della transizione: sono ancora 740 gli impianti biogas elettrico oltre i 300 kWe da riconvertire, che a giugno 2028 saranno ancora circa 500 — obiettivo del futuro decreto 2027. Un target sfidante ma raggiungibile, a patto di evitare l'effetto cumulo degli investimenti e di salvaguardare gli impianti che per ragioni tecniche o economiche non potranno essere riconvertiti.
Le organizzazioni agricole hanno parlato con una voce sola. Ettore Prandini (Coldiretti), Massimiliano Giansanti (Confagricoltura) Simona Caselli (Legacoop/Granlatte) e Rossotto (Cia) hanno ribadito che le iniziative agroenergetiche devono restare nelle mani delle imprese agricole. Fabrizio Adani dell'Università di Milano ha rilanciato la battaglia per il riconoscimento del digestato come fertilizzante strategico, cruciale nell'attuale crisi dei prezzi dei concimi chimici. Donato Rotundo di Confagricoltura ha ricordato come l'esperienza del DL Bollette dimostri l'importanza di un dialogo costante tra istituzioni e operatori. I deputati Paola De Micheli, Riccardo Molinari e Raffaele Nevi, coordinati dal Sottosegretario regionale Claudia Porchietto, hanno impegnato la politica a lavorare per un quadro stabile e di lungo periodo.
Marta Gandiglio del Politecnico di Torino ed Elio Dinuccio dell'Università di Torino hanno confermato su basi scientifiche la sostenibilità e l'efficienza del parco biogas agricolo italiano. Il Prof. Fabrizio Adani ha illustrato il percorso verso il digestato equiparato, mentre Vanni Fusconi, tributarista, ha messo in luce i nodi fiscali ancora aperti che il legislatore dovrà sciogliere.
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