In un territorio dove il mosaico pedologico raggiunge livelli di rara complessità, Tenute Tomasella ha fatto della conoscenza del proprio terroir una vera e propria missione. Per questo ha collaborato con Diego Tomasi, ricercatore del CREA-VE, in uno studio volto ad analizzare e comprendere la diversità dei suoli in cui affondano le radici delle sue viti. L’obiettivo è chiaro: sviluppare una viticoltura resiliente e adattabile, in grado di rispondere concretamente ai cambiamenti climatici senza forzare la natura, ma accompagnandola con rispetto. Nel cuore delle proprietà aziendali, che si estendono per circa 50 ettari, si assiste a una sorprendente varietà geologica. Terreni formatisi a seguito delle esondazioni del Livenza, influenzati nel tempo dai depositi di altri fiumi e dalle colline delle Prealpi, creano un vero e proprio puzzle di suoli: limosi, argillosi e calcarei si alternano anche nell’arco di poche centinaia di metri. Una ricchezza rara, che regala alle uve caratteristiche uniche e differenti, contribuendo alla complessità e all’eleganza dei vini prodotti.
Nella zona veneta, i suoli sono “caldi”, di colore chiaro, a tessitura fine o media, privi di scheletro ma ricchi di calcare e sostanza organica. Queste condizioni favoriscono un’ottima esplorazione radicale, l’assenza di ristagni e un equilibrio minerale ideale (potassio e magnesio in primis), elementi che conferiscono alle uve bianche profili aromatici intensi e a quelle rosse tannini morbidi e grande struttura.
Dall’altra parte, nella Doc Friuli, i vigneti si adagiano sui terreni dell’alta pianura friulana, tra i fiumi Meduna e Livenza, nella porzione centro-occidentale delle Grave. Qui i terreni, alluvionali e a tessitura più grossolana, si distinguono per l’abbondanza di calcare dolomitico, conosciuto localmente come caranto. È questo substrato a donare ai vini bianchi freschezza e fragranza floreale, mentre i vini rossi si fanno profumati, strutturati e capaci di evolvere nobilmente nel tempo.
“Non si può chiedere alla vite più di quello che può dare” è questo il principio che guida Tenute Tomasella in ogni scelta agronomica ed enologica. Una viticoltura dell’attesa, consapevole, che nasce dalla terra e torna alla terra, nel pieno rispetto del suo ritmo. Una filosofia che si traduce in vini autentici, capaci di superare le barriere geografiche e parlare un linguaggio universale fatto di eleganza, armonia e territorio.
Coniugando ricerca scientifica, passione per il vino e profondo rispetto per la natura, Tenute Tomasella dimostra che il vero futuro del vino si coltiva oggi, iniziando proprio dal suolo. Dal 2021, inoltre, l’azienda ha avviato il processo di conversione al biologico, un percorso coerente con questa visione, che ha portato con la vendemmia del 2025 alla completa conversione di tutti i suoi vigneti.
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