All’incontro hanno partecipato il sindaco di Tarquinia Francesco Sposetti, il presidente della Commissione Agricoltura della Regione Lazio Giulio Menegali Zelli Iacobuzi, il consigliere regionale Daniele Sabatini e l’enogastronomo Carlo Zucchetti, figura di riferimento della rassegna enogastronomica.
“Essere presenti al Vinitaly con il DiVino Etrusco significa portare Tarquinia in un contesto internazionale di grande prestigio, valorizzando il lavoro delle nostre cantine e la qualità delle produzioni locali – evidenzia il sindaco Francesco Sposetti -. Questa manifestazione, che si terrà dal 20 al 23 agosto e dal 27 al 29 agosto, rappresenta non solo un evento enogastronomico, ma un vero strumento di promozione del territorio, capace di mettere insieme cultura, storia e sviluppo economico. Il percorso di crescita intrapreso in questi anni dimostra che investire sulla qualità e sulla collaborazione tra istituzioni e produttori è la strada giusta per rafforzare l’identità della nostra città e proiettarla sempre più verso mercati e pubblico nazionale e internazionale”.
Il primo cittadino ha poi introdotto il presidente dell’Arsial Massimiliano Raffa, che ha sottolineato l’importanza di una promozione sempre più qualificata, puntando su eventi di alto livello capaci di raccontare il territorio e la cultura del vino. Ha inoltre evidenziato il ruolo di Arsial nel supportare concretamente le imprese lungo tutto il percorso di crescita e valorizzazione. Il panel ha rappresentato un momento di confronto e promozione del territorio, mettendo al centro il valore del vino come elemento identitario, culturale ed economico, ma anche come leva strategica per il marketing territoriale e lo sviluppo turistico. Nel corso degli interventi è stato sottolineato come il DiVino Etrusco sia cresciuto nel tempo, diventando un appuntamento capace di unire tradizione, qualità produttiva e valorizzazione del centro storico, contribuendo concretamente alla crescita delle cantine locali e alla promozione dell’intero comparto agroalimentare.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell’enoturismo e della promozione integrata del territorio, evidenziando come eventi di questo tipo consentano di raccontare non solo il vino, ma l’intero patrimonio culturale, paesaggistico e produttivo della Tuscia, rafforzando il legame tra agricoltura, turismo e identità locale. “Il DiVino Etrusco festeggia la sua ventesima edizione – ha dichiarato il presidente della commissione agricoltura della regione Lazio, Giulio Menegali Zelli Iacobuzi -, confermandosi una manifestazione capace di crescere nei numeri e nella qualità, valorizzando cantine, vitigni, centro storico e vocazione turistica di Tarquinia. Un appuntamento che racconta identità, tradizione e sviluppo del territorio, con un’attenzione crescente anche al rilancio paesaggistico e produttivo della città”.
"Bene la presentazione del DiVino Etrusco presso il padiglione della Regione Lazio durante il Vinitaly 2026 – ha affermato il consigliere regionale Daniele Sabatini -. La continuità dell'evento, giunto alla XX edizione, dimostra come la capacità di unire eccellenze enogastronomiche e marketing territoriale sia un connubio vincente per promuovere al meglio il nostro territorio. Un ringraziamento personale va all'assessore regionale all'Agricoltura Giancarlo Righini, all'intera struttura di Arsial e a tutti i produttori che sono stati partner di una edizione di Vinitaly assolutamente straordinaria. In questo contesto, l'appuntamento di presentazione del Divino Etrusco ha rappresentato uno dei momenti più iconici ed evocativi, certamente ben augurale per le attività promozionali che verranno svolte a Tarquinia nel prossimo mese di agosto".
L’enogastronomo Carlo Zucchetti ha posto in evidenza le novità: “Anche quest’anno il DiVino Etrusco si arricchisce di un dialogo tra territori, ospitando non solo i vini della Dodecapoli Etrusca ma anche quelli provenienti da Sicilia e Calabria, cuore della Magna Grecia. Una scelta che vuole sottolineare il legame storico e culturale tra queste civiltà, accomunate da una profonda tradizione vitivinicola e da una visione condivisa del vino come espressione identitaria dei territori”.
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