Eccolo il vino che sembra rispondere a quell’approccio edonistico e responsabile da parte dei giovani consumatori che emerge dall’indagine presentata ieri in occasione del lancio della 58° edizione di Vinitaly.
La GenZ ama i rossi, beve più saltuariamente ma beve meglio ed è attratta dalle novità
Sembra calzare appieno a questo profilo la novità Carpineto che sarà presentata a Vinitaly 2026, prima etichetta low alcol della nota firma dei grandi rossi toscani.
Vivace e conviviale, molto vitale, all’insegna del bere consapevole e più spensierato: bevi in compagnia e condividi il lato frizzante della vita ma in sicurezza. Bevi disinvolto ma responsabile.
Chi l’ha detto che i giovani non bevono? O è loro la colpa del calo dei consumi del vino, rivela uno spaccato per certi versi sorprendente. Secondo l’Osservatorio UIV-Vinitaly i consumatori non calano ma sono cambiati così come gli stili di consumo. Si beve meno nella quotidianità ma crescono i consumatori (per quanto i giovani siano demograficamente meno) e si beve meglio e in occasioni diverse da quelle che hanno sempre legato il consumo di vino soprattutto alla tavola.
Consumatori più consapevoli, più moderati ma anche più edonisti e responsabili, attenti alla qualità del consumo.
Il rapporto della Generazione Z con il vino è spinto da curiosità, “piacere di quel gusto” e affermazione di sé, riconoscibilità; incide la percezione sociale, si beve anche perché “è fashion”.
Non a caso si beve fuori casa, al ristorante, o al wine bar, e senza troppo badare alla spesa: cresce il consumo occasionale.
Saltuarietà e moderazione nelle quantità, i due fattori più rilevanti pertanto.
Cosa piace, cosa si beve? Ancora una sorpresa: vincono i rossi e le denominazioni solide e strutturate al top delle preferenze. Al tempo stesso però incuriosiscono i format alternativi. La GenZ è molto attratta dalle novità.
“Era da tempo che pensavo e lavoravo a un vino che pur mantenendo tutte le caratteristiche migliori dell’essere vino rispondesse a nuovi stili di vita e consumi. Su con lo spirito Giù con l’alcol, potremmo dire... Finalmente ci sono riuscita, afferma soddisfatta Caterina Sacchet, enologa e co produttrice con Antonio Michael Zaccheo della Carpineto.
“O’riginove è un vino giovane, sangiovese 85% più vitigni autoctoni, con una rifermentazione che avviene in autoclave a temperature molto basse per mantenere la componente aromatica, un’esplosione di profumi.
Ha un residuo zuccherino basso tanto da essere classificato come un brut. La gradazione si mantiene più leggera, scegliendo il momento giusto di raccolta. In questo modo non si rinuncia alla qualità perché si continua a bere vino naturalmente a bassa gradazione, né alla sostenibilità perché il vino non viene manipolato successivamente per ridurne il tenore alcolico. Mentre invece il carattere frizzante deriva dalla rifermentazione naturale dei lieviti. Autentico, sostenibile, puro nel senso più bello del termine”, racconta Caterina Sacchet.
Estroverso, ottimista, innovativo, O’riginove rappresenta il “lusso” sostenibile: piacere e divertimento sì ma continuando a stare bene.
“Il nuovo vino frizzante low alcol di Carpineto è pensato soprattutto per la Generazione Z, consumatori curiosi e consapevoli e che quando scelgono di bere vino cercano vini autentici che raccontino qualcosa oltre il sorso, e più leggeri.
Ma gli stili di vita stanno cambiando non solo tra i più giovani e questo è un vino capace di unire il piacere, la gioiosità del bere vino ad una maggiore leggerezza, disimpegno, quindi adatto al bere in compagnia, al bere fuori. Persone che amano la convivialità e il benessere, che sanno cosa bere e scelgono di bere leggero e sostenibile”, definisce così il consumatore tipo di O’riginove Antonio Michael Zaccheo.
La scelta di questo vino riflette le scelte, la visione produttiva di Caterina Sacchet e più in generale della seconda generazione di Carpineto, legata alla tradizione ma anche aperta a nuove sperimentazioni e al cambiamento.
L’etichetta, anche questa come molte delle etichette della linea più giovane di Carpineto, ha una componente di colore importante, mette allegria, esprime gioiosità, il piacere di stare e bere insieme. Lo stesso per il tappo a corona disegnato apposta per questo vino e che riprende il design dell’etichetta, le stesse divertenti sagome dai colori acidi vivaci. Tappi i cui colori ciclicamente cambieranno e sarà quasi un gioco trovarli diversi. Un po’ come le gabbiette degli spumanti Carpineto i cui colori cambiano sempre.
O’riginove COME E’
Dal colore rosso rubino brillante, O’riginove al calice si presenta molto vivace, con profumi delicati di frutti rossi freschi, come la ciliegia, mora e ribes che anticipano un sorso leggero e armonioso, lasciando una lunga persistenza floreale sostenuta dalla bella struttura tannica, tipica del sangiovese. Viene imbottigliato molto presto, a temperature molto basse, per mantenere intatta la componente aromatica che lo rende versatile anche rispetto agli abbinamenti.
L’aperitivo alternativo, fuori dagli schemi, anzi l’aperitivo O’riginove! Ottimo bevuto fresco, capace di accompagnare finger food di tradizione o etnici. Le sue note fruttate e la vivace freschezza esaltano piccoli assaggi, stuzzicando il palato.
Non è un vezzo il pairing cromatico, insolito ma sorprendentemente felice infatti l’abbinamento con una tartare di tonno o con i crostacei in guazzetto. Azzeccatissimo con dei finger speziati come un pulled pork o un bao farcito di anatra confit. O anche semplicemente un wrap vegetariano. Sempre ideale però con una merenda in campagna o un classico tagliere al quale regala profumi e leggerezza.
Insomma un vino festoso, facile da bere in tanti momenti diversi della giornata: in una festa tra amici o al bancone di un bistrot in città, in un pic nic sull’erba o in spiaggia al tramonto quando anche il cielo s’infiamma ed è festa comunque.
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