La seconda edizione si terrà dal 24 ottobre al 28 febbraio a Catania.
Concluso il primo Corso Culturale per Master Sommelier, ONAV si prepara alla nuova edizione, che si terrà a Catania dal 24 ottobre al 28 febbraio. L’originale percorso affianca la preparazione tecnico-degustativa a contenuti più ampi e generalmente poco trattati, come l’antropologia, le neuroscienze, la sociologia. Obiettivo è formare esperti capaci di interpretare il mercato contemporaneo e le evolute esigenze dei consumatori anche attraverso la comprensione del nuovo significato sociale e delle nuove modalità di consumo. Molti i docenti autorevoli coinvolti. Secondo l'antropologo Ernesto Di Renzo, che ha aperto il corso, il vino «è frutto della cultura dell'uomo ed è l’unico prodotto agroalimentare che si avvicina all'opera d'arte perché vive di immaginazione, simboli ed esperienza. Il gusto stesso non è un fatto esclusivamente sensoriale, ma una costruzione culturale della persona che lo assaggia», ha spiegato.
«Con questo percorso abbiamo voluto offrire strumenti nuovi per leggere il presente e interpretare il futuro del vino», commenta Vito Intini, presidente ONAV. «La preparazione tecnica rimane il fondamento della nostra formazione, ma oggi il professionista deve conoscere i cambiamenti culturali e sociali che influenzano il consumo. Saperne raccontare il significato più profondo e immateriale e dialogare con pubblici diversi significa contribuire a mantenere il vino vivo e contemporaneo.»
Da questa prospettiva, il vino non è soltanto ciò che si degusta, ma soprattutto un racconto. «Oggi consumiamo sempre più simboli oltre che prodotti: è quell'intangibilità costruita attorno al vino che ne determina gran parte del valore percepito», ha osservato Di Renzo.
Vanno considerati i cambiamenti nel linguaggio, nello stile dei consumi e nel vissuto del consumatore. Cambiano le occasioni, cambia il pubblico e cambia il modo con cui il vino deve essere proposto. Secondo Di Renzo «Il vino è una "indispensabile superfluità": va comunicato come un bene culturale e di piacere, non soltanto come un prodotto alimentare. Se non saprà diventare una bevanda contemporanea, rischierà di perdere progressivamente rilevanza.»
Secondo Di Renzo, questo spiegherebbe anche l’affermarsi di vini più leggeri e adatti alla convivialità – i vins de soif, come li definiscono in Francia – capaci di accompagnare nuove forme di socialità, così come l'attenzione verso esperienze produttive originali e verso le nuove generazioni di vignaioli, sempre più impegnate a ripensare linguaggi, stile e identità del vino. Ernesto Di Renzo è solo il primo dei relatori che si alterneranno durante il Corso Culturale in partenza il 24 ottobre a Catania. Ecco l’elenco.
I docenti della seconda edizione del Corso Culturale per Master Sommelier: Ernesto di Renzo (Università Tor Vergata), Alessandro Brizi, Giuseppe Vaccarini, Vito Intini, Claudio Maspes, Giuseppe Perretti (UNI PG), Ercole Aloe, Tommaso Tresoldi, Vincenzo Russo (IULM Milano), Enrico Patti.
I docenti della prima edizione: Ernesto Di Renzo, docente dell’Università Tor Vergata, Claudio Maspes, docente ASPI, Agata Zani, mastro birraio, Ercole Aloe, agronomo e assaggiatore professionista di oli vergini ed extravergini di oliva, Mario Gambigliani Zoccoli, proprietario dell’Acetaia Gambigliani Zoccoli e presidente del Consorzio Produttori Antiche Acetaie e dell’Associazione Esperti Degustatori di Aceto Balsamico, Tommaso Tresoldi, sommelier ASPI e assaggiatore ONAV, Alessandro Brizi, giornalista e docente di enogastronomia, Vincenzo Russo, professore associato di Psicologia dei Consumi e Neuromarketing presso l’Università IULM di Milano, Enrico Cerea, executive chef del ristorante “Da Vittorio”.
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