La diciannovesima edizione dell'iniziativa coinvolgerà i vignaioli per un giorno nella raccolta dei primi grappoli della varietà autoctona trevigiana. Aiutati da famiglie, amici e volontari, i giovani pigeranno ed estrarranno il mosto utilizzando un antico torchio per tornare in primavera ad imbottigliare ed etichettare 1500 bottiglie con un’etichetta disegnata a mano e firmata. Saranno poi numerate e presentate al Vinitaly 2024, nello stand della Regione Veneto.
“Quella di quest’anno sarà una vendemmia particolarmente sentita in quanto sarà la prima senza Giorgio, che dal 2005 aveva dato inizio a questo progetto di solidarietà ed inclusione. Questi ragazzi erano nel cuore di mio papà e con lui avevano un legame profondo - dichiara Marco Cecchetto - erano infatti molte le occasioni durante l’anno in cui lui li coinvolgeva perché potessero esprimersi e farsi conoscere. Io e i miei fratelli, Alberto e Sara abbiamo avuto modo di condividere con loro molte vendemmie e sicuramente porteremo avanti con entusiasmo questa e molte altre iniziative con l’AIPD.”
L’iniziativa nasce per rappresentare il territorio e la sua storia, per raccontare come il Raboso del Piave – unico vitigno autoctono a bacca rossa della Marca Trevigiana – possa essere solidale contribuendo a progetti a supporto della collettività, con l’obbiettivo di rafforzare il valore che può nascere dalla sincera volontà di fare impresa in maniera condivisa e inclusiva.
L’invito è rivolto a tutti coloro che vogliono condividere e riscoprire le tradizioni e i valori di un tempo
04/11/2026
04/11/2026
03/11/2026
03/11/2026
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