“Perché il vino entra nelle case, sulle tavole di tutto il mondo ed è protagonista di occasioni speciali o momenti felici. E’ – continua l’esperto - a differenza di altri prodotti iconici del made in Italy, per prezzo, accessibile a tutti e facilmente stimola la curiosità circa il luogo di origine.
“E, in termini di geomarketing, è capillarmente distribuito, perché se è vero che in ogni angolo del mondo v’è un ristorante italiano è ancor più certo che su quelle tavole e in quelle delle case di chi li frequenta vi sarà un vino italiano”, aggiunge Vicky Gitto pubblicitario italiano ben conosciuto a livello mondiale.
I dati del recente Rapporto Aite-Associazione Italiana Turismo Enogastronomico (2025) confermano infatti che il 70% degli intervistati dichiara infatti di aver svolto almeno una vacanza negli ultimi tre anni alla ricerca di cibo, vino, olio e tutte le altre tipicità agroalimentari del territorio italiano: con un incremento medio annuo del +13% circa
Globalmente l’enoturismo da solo vale quasi 40 miliardi di euro all’anno. Di questi oltre la metà finiscono in Europa, con Francia, Italia e Spagna come mete preferite ed un trend medio annuo di crescita del +13% circa anche in periodi come quello attuali nei quali a causa delle varie guerre dei dazi trumpiani i il mercato del vino è in sofferenza.
FRESCOBALDI: CON ARTE BINOMIO DI STRAORDINARIO POTENZIALE ATTRATTIVO.
“Anche da noi in Toscana l’enoturismo è in forte crescita – conferma Tiziana Frescobaldi, presidente della Holding Compagnia de’ Frescobaldi e ideatrice del progetto di mecenatismo ‘Artisti per Frescobaldi’ - e lo vediamo nelle nostre tenute: da Perano nel Chianti Classico, a Nipozzano, a Pomino, a Montalcino. A Castel Giocondo luogo di produzione dell’omonimo Castel Giocondo brunello di Montalcino dove peraltro, e questo aiuta a spiegare come sta evolvendo la vigna, abbiamo una piccola struttura, una hospitality, dove si può soggiornare e vivere un’esperienza unica e immersiva, tra i filari e la cantina, dove le persone vengono per degustare i vini della tenuta, e anche per assaporare un po’ della nostra storia. E proprio a Castel Giocondo dal 2012 abbiamo avviato un progetto che unisce il vino e l'arte contemporanea: ‘Artisti per Frescobaldi’, che vanta una collezione di opere di artisti italiani e internazionali ispirate al territorio e al mondo del vino, aperta al pubblico”.
“Crediamo nel binomio tra vino e l’arte: insieme alla cucina e alla bellezza del nostro paesaggio sono un’alchimia perfetta, unica nel mondo”. Infatti – continua Tiziana Frescobaldi – di recente sono stata in Corea, in ambasciata, per parlare di made in Italy e della percezione agli occhi di un paese in grande e forte crescita e dalla cultura, anche in termini di gusto alimentare, cosi diversa dalla nostra, e arte, vino e cucina rappresentano gli aspetti di maggiore richiamo e interesse. Un unicum nel mondo sul quale dobbiamo però a mio parere continuare ad investire e progredire in termini di qualità, valore dei nostri e cura del paesaggio e di una natura così generosa”.
ANTINORI: VINO RACCONTA TERRITORIO E STORIA, CHE AFFASCINA IL MONDO.
“Il vino rappresenta certamente uno straordinario veicolo di conoscenza dei territori – commenta Allegra Antinori, Vice Presidente di Marchesi Antinori, che in azienda si occupa delle attività legate all’ospitalità – ma per noi il suo valore aggiunto risiede soprattutto nella capacità di raccontare una tradizione fatta di radici profonde e di continua evoluzione. Le nostre cantine nascono proprio con questo intento: essere luoghi che esprimono e valorizzano il territorio, completamente integrate nel paesaggio in cui il vino prende forma. È lì che si custodisce la nostra storia, ma anche la parte più contemporanea e innovativa del nostro lavoro. Lo vediamo ogni giorno; alla cantina Antinori nel Chianti Classico, dove la lunga tradizione vitivinicola è parte integrante dell’identità di un territorio storico per la produzione del vino come il Chianti Classico, così come a Le Mortelle, in Maremma, dove invece si racconta un territorio ancora in parte da scoprire.
“Ogni nostra realtà – continua Allegra Antinori - ha la propria cantina e una propria dimensione di ospitalità, pensata per accogliere i nostri ospiti e accompagnarli nella conoscenza di un luogo, della sua storia e della sua identità. Quando questo legame si crea, il vino diventa memoria: un racconto che continua nel tempo e che, una volta ritrovato nel calice, riporta naturalmente al territorio da cui nasce. Ed è proprio in questo rapporto profondo con il territorio che risiede, a nostro avviso, la sua forza anche dal punto di vista turistico.”
CUSUMANO: ETNA OGGI SUPER-DESTINAZIONE GRAZIE A VINO E SUOI PRODUTTORI
D’accordo con i marketing manager anche il produttore Diego Cusumano, dell’omonima casa vinicola siciliana. “Il nostro vino – racconta il vignaiolo siciliano – è distribuito nei cinque continenti e da me personalmente o dagli esportatori e quotidianamente presentato, sublimato come prodotto della nostra terra, la Sicilia. E il nostro cliente nell’apprezzare il nostro vino si appassiona anche al luogo della sua origine, quel territorio, che la vigna medesima rende bellezza, rende paesaggio. Si pensi – esemplifica Cusumano - all’Etna vent’anni fa e all’Etna oggi: meta super-turistica proprio grazie al vino e ai suoi produttori che nel promuoversi, negli anni, hanno incuriosito prima i wine-lovers, poi attivato il passa-parola, per poi conquistare gli enoturisti ed infine da farlo assurgere oggi a luogo da visitare a livello mondiale. Con indotto e benefici a ciò connessi.”
“E lo stesso – continua il produttore - vale per tutti i luoghi d’Italia, dal famosissimo Chiantishire sino ai piccoli borghi e territori, ognuno dei quali ci regala il suo prodotto, la sua etichetta, racconta la sua storia, la sua tradizione, il ‘soul’ di quel luogo”.
“Sommate il tutto e in un sol colpo avete la più massiccia campagna di marketing territoriale del nostro Paese che porta tanti nuovi arrivi ed è il miglior antidoto all’overturism” conferma Vicky Gitto.
CRISTINA MERCURI, MASTER OF WINE: VINO COSTRUISCE IMMAGINARIO DI QUALITA’ CHE RAFFORZA INTERO SISTEMA-PAESE
“Il vino può certamente essere una leva di marketing per il Made in Italy e per il turismo, ma la definizione è limitante: il vino è soprattutto un’infrastruttura culturale ed economica capace di generare reputazione e desiderabilità territoriale nel lungo periodo” – così Cristina Mercuri, prima donna italiana a raggiungere il prestigioso titolo di Master of Wine (MW) il titolo più alto e prestigioso nel mondo del vino (rilasciato dall'omonimo Institute of Masters of Wine (IMW) di Londra certifica una competenza eccezionale, non solo in degustazione, ma anche in viticoltura, enologia, commercio e marketing del vino – ndr) che continua – “Il caso dei paesaggi vitivinicoli di Langhe–Roero–Monferrato, riconosciuti patrimonio UNESCO, dimostra come il vino possa attivare un ecosistema più ampio che coinvolge ospitalità, gastronomia e investimenti internazionali. Allo stesso tempo, evidenzia anche possibili criticità, come il rischio di pressione turistica e standardizzazione dell’identità locale. Questo conferma che il vino è una leva molto potente, ma richiede visione strategica per preservare autenticità e coerenza".“Il vino non promuove solo un prodotto, ma costruisce un immaginario di qualità che rafforza l’intero sistema Paese. Perché questo potenziale si realizzi pienamente – conclude l’esperta - è necessario investire in managerialità strutturata e capacità di coordinamento strategico nel lungo periodo”
LA PROPOSTA: MENO SOLDI PUBBLICI ALLE ‘VENERE-INFLUENCER’ MA INVESTIRE SU ‘BACCO’
“E il grande impegno dei singoli produttori che nel promuovere il loro prodotto raccontano in giro per il mondo la migliore Italia – rilancia Davide Ciliberti di Purple & Noise PR - andrebbe concretamente sostenuto dal governo e dalle amministrazioni locali che, anziché disperdere tanti denari pubblici in inefficaci campagne di marketing e comunicazione, peraltro scoordinate e senza un piano a medio termine, destini ai vignaioli i tanti fondi che dallo Stato, alle Regioni sino alle pro loco vendono destinati al turismo e spesi senza particolare ritorno (quanto afflusso ci ha portato la ‘famosa’ influencer avatar della Venere del Botticelli?). E se non saran denari siano almeno sconti fiscali per chi comunica contribuendo ad un piano di comunicazione nazionale”.
13/04/2026
13/04/2026
13/04/2026
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