L’Aperitivo Festival di Milano ha confermato una tendenza consolidata: l’aperitivo è un rituale irrinunciabile per gli italiani. Secondo uno studio di CGA by NIQ:
I consumi si spostano sempre più anche in casa: il comparto “aperitivi e vermouth” nella GDO vale 200 milioni di euro, mentre spumanti, gin e ready to drink crescono (+4,2% in valore).
Il trend del bere consapevole, la preferenza per locali di prossimità e l’abbinamento food-beverage (85% lo ritiene importante), guidano il successo del format aperitivo e aprono nuove opportunità per wine bar e produttori. In particolare, il Prosecco e le bollicine italiane sono sempre più protagonisti dei cocktail e degli aperitivi gourmet.
Bollicine italiane: motore della crescita del vino
Nonostante il calo generale dei consumi, le bollicine italiane (Franciacorta, Trentodoc, Prosecco, Alta Langa, Asti) resistono e si espandono, sostenute da:
L’arte della mixology spinge la domanda di spumanti, anche al di fuori dei contesti tradizionali, grazie all’uso crescente in cocktail e aperitivi.
Giacenze ancora elevate in vista della vendemmia 2025
Secondo il bollettino ICQRF, al 30 aprile 2025 ci sono ancora 49,7 milioni di ettolitri di vino in giacenza. Il dato indica una lenta riduzione degli stock:
Le regioni del Nord detengono il 58,5% del vino, con il Veneto capofila. I vini a DOP rappresentano oltre la metà dello stock, ma in leggera contrazione. In crescita i rossi e i rosati, mentre i bianchi DOP calano più rapidamente.
Il Prosecco DOC è il vino più stoccato (4,6 milioni di ettolitri), seguito da Puglia IGP e Toscana IGP. Un segnale d’allarme per un settore che rischia un eccesso di offerta rispetto alla domanda.
Export 2024 da record: il vino traina i distretti agroalimentari
Il vino italiano si conferma protagonista dell'export agroalimentare:
Boom anche per il distretto del Montepulciano d’Abruzzo (+19,4%). Gli Stati Uniti si confermano un mercato strategico (+14,9%), seguiti da Germania e Francia.
Tuttavia, si segnalano cali per i distretti di Langhe-Roero-Monferrato, Trento e Bresciano, complici flessioni in UK e Svizzera.
Enoturismo e digital: le cantine più popolari d’Italia
L’enoturismo è sempre più digitale e accessibile. Secondo un’analisi Imco (imiglioricasinoonline.net), le cantine italiane più popolari sul web e social sono:
Le degustazioni in cantina partono da 7 euro (Ricasoli 1141) fino a 100 euro (Ornellaia), offrendo esperienze per ogni fascia di pubblico. Il connubio tra vino, cultura e accoglienza si rivela vincente nel marketing territoriale del made in Italy.
In sintesi
Tendenza chiave: qualità, moderazione e territorialità sono le parole d’ordine del nuovo modo di vivere (e bere) il vino in Italia.
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