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alla Lombardia alla Sicilia, passando per Piemonte e Umbria, le valutazioni sulla vendemmia restituiscono un quadro positivo sul fronte qualitativo, mentre per i volumi si attendono dati più definitivi.

La vendemmia 2026 entra nel vivo e, con la raccolta che procede nelle diverse aree vitivinicole italiane, dai territori arrivano le prime valutazioni sull’andamento dell’annata. Un quadro ancora in evoluzione, caratterizzato da differenze legate alle condizioni climatiche, ai vitigni e alle diverse epoche di maturazione, ma che evidenzia in questa prima fase aspettative interessanti soprattutto sul piano qualitativo.

Da Nord a Sud, le prime impressioni raccolte tra consorzi e operatori restituiscono fotografie differenti, accomunate dalla necessità di attendere la conclusione delle operazioni per una valutazione complessiva dell’annata.

Nel Monferrato e nell’Astigiano, le indicazioni sulla vendemmia 2026 delineano un contesto particolarmente positivo, sia sul piano qualitativo sia su quello produttivo.

“La vendemmia 2026 si presenta con caratteristiche complessivamente positive. Nonostante una stagione segnata da condizioni climatiche variabili, i dati raccolti evidenziano un raccolto ottimo sia per quantità che per qualità. Le prime stime evidenziano una produzione equilibrata e prospettive qualitative molto interessanti, confermando ancora una volta il valore viticolo del territorio del Monferrato e dell’Astigiano”, commenta Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato.

In Alto Piemonte, nell’area novarese, il quadro è articolato: “Per quanto riguarda l’area novarese, l’annata è stata purtroppo segnata dalla violenta grandinata del 7 agosto, che ha colpito una vasta parte del territorio, interessando in particolare le zone di Ghemme parzialmente, Sizzano e Fara. L’evento ha causato danni significativi soprattutto dal punto di vista quantitativo, con una riduzione della produzione in numerosi vigneti”, dichiara Andrea Fontana, presidente del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte.

“Nelle altre aree invece - continua - le prospettive sono decisamente positive. Il mese di settembre sta registrando condizioni particolarmente favorevoli, grazie a importanti escursioni termiche tra il giorno e la notte che stanno accompagnando al meglio la maturazione delle uve. Anche il carico produttivo si presenta soddisfacente e di buona qualità. Pur in presenza di un moderato deficit idrico durante il periodo estivo, possiamo prevedere una vendemmia capace di esprimere vini di grande struttura, equilibrio ed eleganza, con ottime prospettive qualitative per l’intero territorio”.

Scendendo in Lombardia, in Valtènesi e nell’area della Riviera del Garda Classico, la raccolta è iniziata con qualche giorno di anticipo rispetto allo scorso anno. 

“La vendemmia 2026 in Valtènesi e nell’area della Riviera del Garda Classico è partita con qualche giorno di anticipo rispetto allo scorso anno. Le prime impressioni che arrivano dai vigneti sono decisamente positive e ci restituiscono un quadro molto incoraggiante dal punto di vista qualitativo. Le uve si presentano sane, equilibrate e con un ottimo grado di maturazione. Nonostante una lieve riduzione delle quantità rispetto alle aspettative iniziali, conseguenza delle alte temperature registrate durante la stagione e di alcuni eventi climatici che hanno interessato il territorio, ci aspettiamo vini capaci di esprimere al meglio il carattere della Valtènesi. È ancora presto per trarre conclusioni definitive, ma l’avvio della raccolta lascia intravedere le premesse per un’annata di grande interesse”, commenta Paolo Pasini, presidente del Consorzio Valtènesi.

Sempre in Lombardia, nell’Oltrepò Pavese, la vendemmia conferma finora un andamento positivo.

“La vendemmia sta andando molto bene. La raccolta delle uve destinate alle basi spumante è terminata e la qualità si è rivelata molto alta, mentre quella delle uve per i rosé è ancora in corso. Alcuni problemi si sono registrati nella parte orientale del territorio a causa delle recenti grandinate, ma è ancora presto per quantificarne l’impatto. Nel complesso, comunque, la vendemmia si sta confermando positiva”, osserva Riccardo Binda, direttore del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese.

In Emilia-Romagna, nell’area di Castelvetro, la stagione si presenta con una raccolta molto anticipata ma ancora in corso per alcune varietà.

“La vendemmia 2026 è sicuramente una delle più complicate degli ultimi anni. È e non è stata, perché, seppure molto anticipata a causa delle torride temperature estive, nel territorio è ancora ampiamente in corso, soprattutto con il Lambrusco Grasparossa che sarà l’ultimo ad essere raccolto. Acidità basse e pH alti metteranno a dura prova il lavoro in cantina, ma i nostri esperti cantinieri ed enologi sapranno come sempre trattare al meglio le uve. Ci aspettiamo degli ottimi vini carichi di personalità e che rispecchino e valorizzino il lavoro nei campi e in cantina”, sottolinea Alberto Pozzuoli, del Consorzio Castelvetro VITA.

In Umbria, la raccolta è partita invece con circa due settimane di anticipo rispetto al calendario abituale.

“In Umbria - spiega Massimo Sepiacci, presidente di Umbria Top - la vendemmia è iniziata con circa due settimane di anticipo e in questi giorni siamo nel pieno della raccolta, mentre normalmente questa fase arrivava più avanti. La stagione è stata caratterizzata da siccità e da un periodo di caldo prolungato, che hanno portato a una riduzione della produzione e ad acini più piccoli e quindi a un minore resa delle uve. Sul piano qualitativo, però, le prime impressioni sono molto positive e ci fanno guardare con fiducia al risultato della vendemmia”.

La vendemmia rappresenta inoltre un momento sempre più rilevante dal punto di vista turistico. La raccolta entra infatti in una stagione che negli ultimi anni ha acquisito un peso crescente nei flussi enoturistici, con visitatori interessati a vivere direttamente in cantina il momento della vendemmia.

“La vendemmia - dichiara Giovanni Dubini, presidente del Movimento Turismo del Vino Umbria - è diventata un’esperienza enoturistica sempre più ricercata. Cresce infatti la partecipazione di chi sceglie di visitare le cantine proprio durante la raccolta, per vedere da vicino il lavoro che c’è dietro il vino e vivere un’esperienza a contatto con le aziende. È un trend che si inserisce in un cambiamento più ampio del turismo, con una stagione che si è progressivamente allungata e un autunno che si sta affermando come periodo particolarmente favorevole per il turismo esperienziale. La vendemmia diventa così anche un’occasione per portare visitatori nelle cantine in un periodo dell’anno che fino a qualche tempo fa era meno interessato dai flussi turistici”.

Il percorso della vendemmia arriva quindi in Sicilia, dove la raccolta si sviluppa lungo un arco temporale particolarmente ampio e presenta differenze significative tra le diverse aree dell’isola.

“Iniziata ad occidente - afferma Alessio Planeta, presidente del Consorzio di tutela vini DOC Sicilia - la vendemmia 2026 ha progressivamente preso forma e colore: sta attraversando tutta l’isola e si concluderà, dopo circa 90 giorni, nelle vigne più alte della Sicilia nord-orientale. È un viaggio attraverso una straordinaria varietà di suoli, altitudini e vitigni, che coinvolge produttori diversi per storia e dimensione, accomunati dalla capacità di leggere le condizioni dell’annata e accompagnare ogni vigneto verso la sua migliore espressione.

Il quadro è complessivamente positivo sul piano qualitativo, con aspettative incoraggianti lungo gran parte del territorio regionale. Sul fronte delle quantità è ancora presto per formulare una stima definitiva: i dati che emergeranno nelle prossime settimane consentiranno una valutazione più accurata. Le prime indicazioni lasciano tuttavia prevedere una contrazione dei volumi produttivi, con situazioni differenti da un’area all’altra. Una variabilità che riflette la complessità del vigneto siciliano, rendendo necessaria prudenza prima di delineare un bilancio quantitativo complessivo della vendemmia 2026”.

Nel Vittoriese, nella Sicilia sud-orientale, le piogge primaverili hanno consentito una buona riserva idrica nei terreni sabbioso-calcarei, aiutando le colture ad affrontare le elevate temperature estive, con picchi oltre i 40 °C e minime costantemente sopra le medie stagionali.

“L’andamento climatico ha comportato un anticipo della maturazione delle uve e imposto un’oculata gestione della parete vegetativa della vite. Le stime per la vendemmia 2026 indicano una leggera contrazione quantitativa della resa, con però un’elevata concentrazione aromatica e fenolica nei grappoli. La qualità attesa è eccellente: l’ottimo stato sanitario delle uve, unito al buon livello di acidità naturale preservato dalle piante, garantisce premesse ideali sia per la freschezza sia per la tenuta dei vini”, conclude Silvio Balloni, presidente dell’Enoteca Regionale della Sicilia – sede del Sud-Est.

 

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24/09/2026
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