Rispetto allo stesso mese del 2021, l'aumento è del 5%, con punte del 7% per i vini Dop, mentre è in rientro la situazione critica degli Igp (+3%).
Stando alle impennate degli stock registrate in alcune regioni a dicembre, probabilmente il dato vendemmiale - previsto a saldo zero a settembre - dovrà essere rivisto al rialzo, come già accaduto per il Veneto.
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Particolarmente critica permane la situazione in regioni che avevano già avuto andamenti degli stock al rialzo nel corso dell'anno, soprattutto Puglia (+8%) e Sicilia (+5%), mentre in Abruzzo, stando all'impennata degli stock di dicembre (+12%), la vendemmia pare essere molto più abbondante rispetto ai volumi (stabili) previsti a settembre.
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Anche in Veneto la situazione delle giacenze, dopo essere stata sotto controllo fino a settembre, sta subendo una forte accelerata (+9% a fine anno), probabilmente dovuta al forte incremento produttivo della vendemmia 2022. Situazione nella norma invece in Emilia Romagna (-1%).
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Continua a mantenersi problematica la situazione delle Igp pugliesi, con valori ben superiori alle medie storiche e in progressivo aumento per tutto il 2022: Puglia a 2,9 milioni di ettolitri di stock (+6%) e il Salento a 1,84 milioni (+10%)
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Prezzi dello sfuso
Le quotazioni di inizio anno si mantengono generalmente sui livelli dell'ultimo quarto del 2022: il Prosecco Doc stabile da settembre nella banda 2.05-2.20, mentre il Pinot grigio delle Venezie conferma gli 1.10 di inizio vendemia.
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A Sud, stabili le quotazioni del Primitivo Igp Puglia a 1.05 euro/litro da settembre (ma ben lontano dagli 1.60 del 2021), mentre scende sotto soglia 1 euro il Nero d'Avola siciliano, tendenza inaugurata a novembre.
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in leggera ripresa infine le quotazioni delle basi spumanti in Romagna, passate a 4.40-4.60 euro/ettogrado (+5%/2%).
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