Come riporta il Corriere della Sera, ancora oggi in Italia circa il 60% degli italiani non adempie al proprio dovere di pagare le tasse. Inoltre, del restante 30%, la fetta più grande (il 24%) versa quelle appena sufficienti per pagarsi i servizi base. "Questi dati presentano la realtà dei fatti e ci portano a riflettere - prosegue Sandro Bottega - che nell'antica Repubblica Veneziana, chi pagava più tasse veniva ascoltato perché sosteneva la cosa pubblica. Oggi invece accade il contrario. Si ascolta chi grida più forte, non chi ha la competenza per parlare. Si depauperano soldi pubblici pensando ai voti senza fare alcuna considerazione. Basti pensare al sistema dei trasporti e alle infrastrutture relative. Nell'autostrada che collega Milano a Venezia si fanno quotidianamente ore di coda e passano 33 volte le auto che transitano sopra ai traghetti che attraversano lo Stretto di Messina. Ma gli investimenti si preferisce farli lì anziché qui. Si annuncia la semplificazione, ma per fare uno Spid per la nuova normativa, tre dei miei responsabili - tutti laureati in informatica - hanno impiegato tre giorni per ottenerne uno. E ancora, noi siamo un'azienda agroalimentare che ogni settimana, com'è giusto che sia, passa sotto il controllo di ventitré organismi. E questo significa avere una persona pagata e che si dedica solo a questo. È necessario che si impieghino i soldi per controllare i 'furbetti' che non pagano le tasse e che si dia un messaggio diverso: essere onesti è positivo e le tasse non sono un pizzo dello Stato, ma se tutti gli imprenditori le pagano saranno più eque e aiuteranno a rendere l'Italia più organizzata, efficiente e meno corrotta".
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