Il rinomatissimo vino del Piemonte aggiunge indicazioni in etichetta, già dal 2014 ci saranno 170 menzioni geografiche. Lo scopo è rafforzare l'identità territoriale anche all'estero ed offrire una miglior comunicazione dell'identità territoriale ed sconfiggere i falsi.

Dal 2014 il Barolo si presenterà con 170 menzioni geografiche in etichetta a cui si aggiungono le undici indicazioni comunali, richieste dalle aziende per una percentuale che si aggira intorno all'80%.

Il Barolo Docg piemontese è prodotto in 1.977 ettari ed è destinato per la gran parte (il 78%) all'estero.. Il Consorzio di tutela presieduto da Pietro Ratti ci sta lavorando al lancio delle nuove menzioni geografiche. Si prevede una campagna promozionale apposita dedicata a valorizzare l'annata 2010, il direttore del Consorzio Andrea Ferrero ha dichiarato "Siamo stati i primi in Italia a farle ed è giusto che vadano comunicate al meglio soprattutto all'estero".

Il mercato 2013 si è chiuso in maniera equilibrata "È un livello remunerativo per le nostre aziende e dobbiamo cercare di mantenerlo stabile". Il 2015 potrebbe essere un anno articolato in quanto l'annata del 2011ha avuto un aumento di produzione. Il Consorzio non teme alcuna variazione ed è convinto che il mercato saprà assorbire questo aumento di produzione anche grazie al fatto che "(...)anche le aziende più piccole sono riuscite ad accedere ai fondi Ocm per la promozione all'estero, che sarà lo sbocco principale" ha sottolineato Ferrero.

L'ulteriore sfida che sta affrontando il Consorzio è la contraffazione: i kit fai da te di Barolo che sono stati ritirati dal mercato di recente sono ritornati in commercio in Inghilterra dopo un esser stati ribattezzati "wine kit Barolla".

Fonte: Gambero Rosso


Foto: da l'Enoteca Regionale del Barolo


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15/01/2014
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